“Truffavano Inps e Inail”, sei arresti nell’Agrigentino

Sei persone, tra cui due medici, sono state arrestate ieri dai carabinieri di Agrigento nell’ambito di un’inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata a truffe all’Inail e all’Inps denominata “Deemetra”. L’accusa è di avere indotto i due enti pubblici a erogare indennizzi per inesistenti infortuni sul lavoro e illecite indennità di disoccupazione. Quattro dei sei provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Agrigento sono agli arresti domiciliari.

Questo il dettaglio delle misure cautelari eseguite ieri dai carabinieri della compagnia di Agrigento: in carcere Giorgio Lo Presti, 59 anni, di Porto Empedocle, ragioniere e consulente del lavoro; Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 49 anni di Raffadali, ex consigliere provinciale in quota Mpa, aveva il ruolo di mettere in relazione i falsi infortunati con i medici compiacenti  che dovevano attestare l’esistenza del falso infortunio per ottenere l’indebita erogazione; ai domiciliari sono stati posti: Salvatore Borsellino, 33 anni, di Agrigento, collaboratore di Lo Presti e di un altro indagato Luca Distefano, che gestiva per conto della “falsa impresa” Santamaria Fabrizio i falsi lavoratori consentendo loro l’indebito accesso alle prestazioni Inail ed Inps; Giuseppe Gangarossa, 37 anni di Porto Empedocle, collaboratore di Lo Presti di Salvatore Borsellino e Luca Distefano, gestiva per conto delle “false imprese” Santamaria Fabrizio e Tortorici Salvatore i falsi lavoratori consentendo loro l’indebito accesso alle prestazioni Inail ed Inps; i medici Salvatore Conti, 56 anni di Agrigento, dirigente medico Inail che svolgeva, nell’ambito del sodalizio criminale, scrive il Gip, funzioni e compiti specifici non affidabili a persone estranee, certificando patologie inesistenti, presupposto per l’ottenimento delle indebite prestazioni previdenziali e/o assistenziali; Salvatore Russo, 35 anni di Palermo ma residente a San Leone, medico radiologo, svolgeva, funzioni e compiti specifici non affidabili a persone estranee, certificando patologie inesistenti – per mezzo di false ecografie da lui effettuate presso il proprio studio in Aragona – presupposto per l’ottenimento delle indebite prestazioni previdenziali e/o assistenziali. Infine divieto di dimora in tutta la provincia di Agrigento per Luca Distefano, 30 anni di Agrigento residente a Porto Empedocle, che gestiva per conto delle “false imprese” Demetra, Giacomar e Santamaria Fabrizio le pratiche di falso infortunio, procedendo direttamente alle assunzioni di molti falsi lavoratori, in alcuni casi essendo proprio lui a proporre l’assunzione e il successivo falso infortunio, dando disposizioni e consigli alle persone interessate, gestendo, in molti casi,  tutte le fasi esecutive della simulazione degli infortuni – primo referto medico di P.S., reperimento dell’esame radiologico, incasso delle indennità e Daniele Moscato, di Agrigento 31 anni residente a Porto Empedocle, uomo di fiducia di Giuseppe Vincenzo Terrazzino e di Luca Distefano, forniva precise disposizioni ai falsi infortunati, accompagnava personalmente gli stessi al Pronto soccorso e ad Aragona dal dott. Russo per l’esame ecografico, procedeva al recupero delle somme incassate dai falsi lavoratori al fine di distribuirle ai diversi associati. Distefano ha evitato il carcere perché ha collaborato con la giustizia rendendo ampie confessioni e svelando il sistema della truffa che è costata allo Stato centinaia e centinaia di migliaia di euro.