Inaugurato itinerario culturale subacqueo di Mongerbino (Pa)

Inaugurato il nuovo itinerario culturale subacqueo delle ancore di Mongerbino realizzato dalla Soprintendenza del Mare. L’evento è stato presentato oggi martedì 2 luglio 2013 dal Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa bordo dell’imbarcazione Galileo Galilei ormeggiata al molo di Porticello – Santa Flavia (PA).

L’itinerario si snoda attraverso un percorso subacqueo compreso tra i 15 ed i 30 metri per una lunghezza di circa m 150 toccando ben sei ancore in ferro abbastanza concrezionate che testimoniano il passaggio di imbarcazioni lungo un arco di tempo che va dall’epoca romano repubblicana all’epoca altomedievale e bizantina.

Le sei ancore, infatti, ben rappresentano la più antica e primaria evoluzione formale dell’ancora in ferro che inizia ad essere prodotta in epoca ellenistica e romano repubblicana e dura fino all’epoca contemporanea. E’ interessante ricordare che l’ancora in ferro all’inizio non soppianta il ben noto tipo di ancora con fusto in legno, ceppo e contromarra in piombo in uso dal IV secolo a.C. fino al III sec.d.C.

Le prime ancore in ferro erano del tipo cosiddetto a freccia con le marre rettilinee che determinavano un angolo acuto con il fusto. Con il tempo le marre divennero arcuate ed ampliarono l’angolo con il fusto. Dalle marre arcuate si passo alle marre rettilinee impostate perpendicolarmente al fusto dando all’ancora un aspetto a croce o T. E’ il tipo detto anche “patibulato” poiché ricorda il patibolo ed aveva in genere delle piccole unghie all’estremità delle marre. Questo tipo fu ampiamente diffuso in tutto il Mediterraneo durante gli anni dell’Impero Romano fin’oltre la sua fine.

In epoca altomedievale, dopo la disgregazione dell’Impero Romano, con la navigazione bizantina si afferma un tipo d’ancora particolare definita talvolta a W. Le marre si allargano rispetto al tipo patibulato sino a creare un angolo ottuso con il fusto. Anche in questo tipo di ancora delle piccole unghie erano posizionate all’estremità delle marre.

Tutte le tipologie descritte sono presenti nel nostro itinerario che offre, pertanto, la prova del passaggio di navi nei periodi descritti. Non potremo mai conoscere la storia esatta che c’è dietro ogni ancora del percorso al di la dell’ovvia considerazione che si tratta di oggetti perduti o lasciati sul fondo in varie circostanze. Si potrebbe trattare di perdita dell’ancora perché “afferrata” al fondale, oppure in conseguenza del taglio della cima di ormeggio per il sopravvenire di pericoli derivanti o da condizioni meteo marine improvvisamente peggiorate o, più probabilmente, per il sopraggiungere di navi nemiche o di pirati. Data la topografia dell’area, a ridosso  della possente mole di Capo Zafferano, quest’ultima ipotesi sembrerebbe la più probabile poiché l’area si presta ad essere luogo di rifugio. Del resto l’area in questione si trova lungo la rotta tra due mete importati sia in epoca ellenistica che romana: Panormo ad Occidente, e Solunto e le aree limitrofe costiere, ad Oriente. E’, quindi, probabile che le imbarcazioni che perdettero le ancore del nostro percorso erano dirette o provenivano dalle de città summenzionate.

Più di questo è impossibile dire a meno che non si voglia incorrere il rischio di tracimare nella fantasia priva di ogni solida base scientifica. Ma, si sa, l’archeologia è anche un po’ “mistero”.

L’itinerario culturale subacqueo di Mongerbino è stato inaugurato oggi martedì 2 luglio 2013. L’itinerario si trova nel tratto di mare compreso tra le borgate marinare di Porticello ed Aspra, a pochi km da Palermo. L’iniziativa, promossa e coordinata dalla Soprintendenza del Mare, coinvolge tutti i diving center locali che hanno accettato l’evento con entusiasmo e fattiva collaborazione. L’itinerario di visita che consente di ammirare sei ancore in ferro, di cui cinque bizantine e una romana, si snoda attraverso un percorso lungo circa 150 metri ad una profondità che varia tra i 15 e i 30 metri. Alle ore 9,00 verrà presentata l’iniziativa dal Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa a bordo dell’imbarcazione Galileo Galilei, ormeggiata al molo di Porticello (PA); seguirà l’immersione inaugurale riservata agli addetti ai lavori. Da giorno 3 luglio sarà possibile visitare l’itinerario rivolgendosi ai diving center della zona autorizzati dalla Soprintendenza del Mare.