“Teatri di Pietra 2013”, classici itineranti nei siti più belli della Sicilia

Due mesi intensi di spettacoli teatrali per la nona edizione di Teatri di Pietra 2013 che interesserà tutti i teatri antichi e le aree archeologiche di diverse province siciliane, in particolare i teatri di Eraclea Minoa, Morgantina e Akrai, il tempio di Hera di Selinunte, i parchi e le aree archeologiche di Kaukana, Mozia e Vassallagi, la necropoli Realmese, la cava di Pietra Franco, il museo Pepoli e il Giardino della Kolymbetra di Agrigento.
Dalla terza settimana di luglio a metà settembre è prevista l’iniziativa che quest’anno è promossa dall’Associazione Teatri di Pietra Sicilia e Capua Antica Festival con il contributo diretto dei Comuni di Castelvetrano (Tp), Cattolica Eraclea (Ag), San Cataldo (Cl), Aidone (En), Santa Croce Camerina (Rg), Palazzolo Acreide (Sr) e che coinvolge numerosi enti e organismi culturali di pregio come la Fondazione Whitaker, il Fai di Agrigento, il Polo Museale del Pepoli di Trapani, realizzando una rete dei teatri antichi e siti monumentali.
«Si tratta di un percorso di arte e cultura – ci dice Aurelio Gatti, il deus ex machina della manifestazione – che privilegia lo straordinario patrimonio storico e artistico siciliano e al contempo offre una concreta opportunità di sviluppo socio-culturale e crescita dei territori coinvolti. Uno scenario affascinante per una programmazione tutta dedicata al tema classico e del Mediterraneo tra teatro, danza, musica e nuovi linguaggi, per oltre 14 produzioni di cui tre create appositamente per i Teatri di Pietra: “L’Oracolo di Delfi” di e con Ernesto Lama, “Caligola” con Cinzia Maccagnano, Sebastiano Tringali, Valentina Capone, “Cassandra” con Elisabetta Pozzi, accanto a numerosi artisti siciliani come Giovanna Velardi, Filippo Luna, Manuel Giliberti, Miriam Palma e numerosi altri professionisti».
Le opere che saranno rappresentate saranno «L’Oracolo di Delfi», «Caligola», «Cassandra», «Le Rane», «Le Troiane», «Antigone», «Lettere a Circe», «Carmen Duo», «Fantasia», «Metamorphosis» e «Studio per Ecuba». Questo il numero degli spettacoli per sito: Selinunte, Morgantina e Mozia 5, Eraclea, Kaukana, Vassallagi e Akrai 4, Realmese, Pietra Franco, Pepoli e Kolymbetra 3.
Come nelle precedenti riuscite edizioni di «Teatri di Pietra Sicilia», oggi la manifestazione è interamente volta ad accrescere e a sviluppare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico della Sicilia: attraverso lo spettacolo dal vivo si realizza una promozione «compatibile e non invasiva» di aree archeologiche, turistiche, culturali straordinarie, uniche al mondo e patrimonio dell’umanità che si offrono ad una fruizione alta, coinvolgendo un pubblico diversificato e più vasto.
Le diversità della proposta artistica, la presenza di compagnie rappresentative la migliore produzione nazionale, la presenza significativa di artisti siciliani accanto a figure come la Pozzi o Tringali, nonché un «fare rete» delle amministrazioni coinvolte garantisce anche per programma di oltre trenta eventi in sette province.
Oltre duecento gli artisti che daranno vita al progetto che vede la partecipazione di protagonisti come Emanuela Bianchini, Valentina Capone, Vincenzo Crivello, Daniela Giordano, Ernesto Lama, Filippo Luna, Cinzia Maccagnano, Manuela Mandracchia, Elisabetta Pozzi, Ambrogio Sparagna, Sebastiano Tringali, per citarne alcuni, affiancati da una ricca schiera di interpreti di comprovata professionalità e bravura.
«E attraverso lo spettacolo – continua ancora Aurelio Gatti – si ridisegna una dorsale di arte e cultura che si fonda sull’unicum di paesaggio e storia del nostro Paese che proprio nelle architetture antiche trova la sua evidenza e l’espessione di unitarietà. Una “rete” non solo di luoghi ma anche e sopratutto di persone, enti, istituti, organismi – pubblici e privati – accomunati nella stessa finalità di promozione e valorizzazione delle risorse culturali del Paese e dalla chiara volontà di non accettare deroghe su ambiti fondamentali come bene comune, crescita sostenibile e cittadinanza consapevole».
Enzo Minio