Lampedusa pronta per l’arrivo del Papa, rafforzate misure di sicurezza

LAMPEDUSA. Lampedusa è pronta. L’arrivo del Santo Padre si respira nell’aria di quest’isola dal territorio arso e aspro. Dai profumi intesi e la luce che già al mattino abbaglia. Come in Africa, che è lì ad appena 113 km di distanza. L’Europa, invece è molto più lontana, di chilometri se ne contano quasi il doppio: 230. Papa Francesco arriva lunedì mattina. Raggiungerà questo estremo lembo d’Italia con un carico pieno di speranza. Soffierà il suo alito di vita sulle mille storie di morte che hanno trasformato i viaggi dei migranti in stragi. Parlerà ai cuori induriti, ricorderà che «la solidarietà misura la maturità cristiana». L’attesa è tanta. La gente è attonita, stordita. «La portata dell’evento per noi isolani – afferma il sindaco Giusi Nicolini – è la stessa di quando Wojtyla, ad Agrigento, lanciò l’anatema contro la mafia, chiedendo ai mafiosi di convertirsi. È un evento epocale e le aspettative sono altissime. Ci aspettiamo che cambi, finalmente, il modo di percepire il fenomeno migratorio, che cambino le ripercussioni che ha avuto ed ha su Lampedusa. Speriamo – continua il sindaco – che questo contribuisca a migliorare la qualità della vita della nostra isola. Abbiamo dimostrato di aver saputo gestire l’emergenza immigrazione con spirito di solidarietà. Doneramo al Papa un cesto con i prodotti tipici: capperi, pomodori secchi e pesce lavorato e conservato». Gli abitanti di Linosa hanno chiesto di poter viaggiare gratuitamente lunedì sul traghetto della compagnia delle isole e sull’aliscafo della Ustica Lines per poter raggiungere Lampedusa. Ieri mattina i muretti del campo sportivo, dove papa Bergoglio celebrerà Messa, sono stati abbattuti. La demolizione ha riguardato la parte laterale, per ospitare le circa 15 mila persone complessive che si presume parteciperanno all’evento. Per garantire la sicurezza il questore di Agrigento ha predisposto un piano: «Ci sarà anche una unità cinofila, una degli artificieri, due coppie di tiratori scelti, una pattuglia della Digos e una della Squadra Mobile». Decine di persone prepareranno l’altare, che verrà allestito sul terrazzo dell’area Marina protetta isole Pelagie che è sopraelevato rispetto al campo sportivo. «Sarà un altare semplice» dice don Carmelo Petrone, responsabile della Comunicazione per la Curia di Agrigento, mentre assiste ai lavori. Il campo sportivo verrà diviso per settori. Nelle prime file ci saranno i bambini, gli ammalati e gli anziani». «I sacerdoti che concelebreranno la santa messa – aggiunge don Carmelo – ossia una quarantina provenienti dalla Diocesi di Agrigento, siederanno accanto all’altare. Sarà una messa normalissima e ad animarla ci sara’ il locale gruppo parrocchiale di San Gerlando». Ieri mattina 80 migranti sono fuggiti dal centro di accoglienza ed hanno protestato davanti alla Parrocchia di San Gerlando per sollecitare il loro trasferimento. A riportare la calma ci ha pensato padre Stefano Nastasi. «Abbiamo parlato – ha detto padre Stefano – li ho calmati ed abbiamo pregato assieme all’interno del centro d’accoglienza. È una situazione che si ripete spesso a Lampedusa, non c’è di che allarmarsi». Musulmani e cristiani uniti nella preghiera. Aspettando il Papa è un buon inizio.
Alfonso Bugea (Giornale di Sicilia)

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