Lampedusa accoglie Papa Francesco

LAMPEDUSA. Papa Francesco è partito da Roma per Lampedusa. E’ il primo viaggio apostolico dall’inizio del suo Pontificato. L’aereo, un Falcon 900 dell’Aeronautica militare, con a bordo il Pontefice è decollato poco prima delle 8.00 dall’aeroporto militare di Ciampino. All’arrivo nell’isola delle Pelagie, terra più a sud del continente, ribattezzata “la Porta d’Europa” che ha accolto negli anni migliaia di migranti, Papa Bergoglio sarà accolto dall’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e dal sindaco Giusi Nicolini.

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Tra i momenti salienti del viaggio, di grande valenza simbolica per il Pontefice, il lancio nelle acque al largo dell’isola di una corona di fiori in memoria di quanti hanno perso la vita in mare durante le traversate dall’Africa. Il Papa avrà poi un incontro a Punta Favarolo con i migranti e con la comunità di Lampedusa e Linosa. Dopo di che celebrerà la messa presso il campo sportivo in contrada Arena. Poco prima delle 14.00, il rientro a Roma.

ORE 8.52: ATTERRATO A LAMPEDUSA. L’aereo con a bordo Papa Francesco è atterrato pochi istanti fa all’aeroporto di Lampedusa. Secondo il programma, il Papa raggiungerà ora Cala Pisana per imbarcarsi su una motovedetta della Guarda Costiera per andare a gettare una corona di fiori in mare in ricordo di tutti i migranti morti nel Mediterraneo.

ORE 9.27: IL LANCIO DELLA CORONA DI FIORI. Papa Francesco, dalla motovedetta della Guardia Costiera, ha gettato nel mare di Lampedusa una corona di fiori in ricordo dei migranti morti durante le traversate. Prima di lanciare i fiori il Papa si è raccolto in preghiera, in memoria dei migranti morti in mare. Il lancio della corona è avvenuto davanti al porto di Lampedusa. La motovedetta della Guardia costiera su cui si trova il Papa è accompagnata da un corteo di barche di pescatori. Il lancio della corona in mare da parte di papa Francesco è stato salutato dal suono delle sirene delle barche dei pescatori.

ORE 9.48: IL PAPA STRINGE LA MANO AI MIGRANTI. A bordo della motovedetta della Guardia Costiera che in otto anni ha tratto in salvo dal mare 30 mila persone, partita da Cala Pisana, papa Francesco è arrivato al porto di Lampedusa, a Punta Favarolo. Il Papa salutato e stretto la mano a numerosi migranti africani, quasi tutti giovanissimi, che lo attendevano all’arrivo sul molo. Il Papa li ha salutati sorridendo uno per uno dicendo: “Vi saluto tutti e ringrazio per l’accoglienza, tutti siamo qui oggi nella preghiera e anche per questo non ho parlato. E’ per questo che oggi sono qui. Grazie, grazie”. I profughi sono per metà cristiani e per metà musulmani, molti eritrei, tra loro anche tre donne e per la maggioranza sono minorenni.
“Noi siamo fuggiti dal nostro Paese per due motivi, politico e economico, per arrivare in questo luogo tranquillo abbiamo superato vari ostacoli, siamo stati rapiti da vari trafficanti. Per arrivare qui in Italia abbiamo sofferto tantissimo”. Così un giovane immigrato si è rivolto a Papa Francesco al quale ha anche consegnato una lettera sul Molo Favarolo di Lampedusa. Nell’intervento il ragazzo, che si è anche interrotto per la commozione, ha chiesto aiuto per la situazione particolare: “Siamo qui – ha detto – costretti a rimanere in Italia perché abbiamo lasciato le impronte digitali e per questo non possiamo andare via. Quindi – ha aggiunto – chiediamo agli altri Paesi europei di aiutarci”.

ORE 10.05: ARRIVATO AL CAMPO SPORTIVO PER LA MESSA. Papa Francesco è arrivato sull’auto scoperta al campo sportivo di Lampedusa, dove celebrerà la messa. Il Pontefice è circondato dalla folla che lo acclama: stringe al petto e bacia bambini, li accarezza, stringe le mani che i fedeli gli tendono, sorride a tutti e li saluta con la mano. L’ingresso al campo sportivo è stato accolto da grida dei presenti e dallo sventoli dei cappellini bianchi e gialli.

ORE 10.44: OMELIA DEL PAPA: “LA GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA”. “Immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo dei giornali”, ha detto il Papa all’inizio dell’omelia. “Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta – ha proseguito -, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza”. E allora “ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare – ha aggiunto -, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore”. “Vorrei dire una parola di sincera gratitudine e di incoraggiamento a voi, abitanti di Lampedusa e Linosa, alle associazioni, ai volontari e alle forze di sicurezza, che avete mostrato e mostrate attenzione a persone nel loro viaggio verso qualcosa di migliore”, ha detto il Papa durante la messa: “Voi siete una piccola realtà, ma offrite un esempio di solidarietà! Grazie”.

Nella messa a Lampedusa, papa Francesco ha rivolto un pensiero “ai cari immigrati musulmani che, oggi, stasera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali”. “La Chiesa vi è vicina – ha aggiunto – nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi, ‘O ‘scià”.

Partendo dalle domande bibliche “Adamo, dove sei?” e “Caino, dov’è tuo fratello”, papa Francesco, con riferimento ai naufragi dei migranti, ha detto a Lampedusa che “queste due domande di Dio risuonano anche oggi, con tutta la loro forza!”. “Tanti di noi, mi includo anch’io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo”, e “non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri”. E’ così, secondo Bergoglio, che “si giunge a tragedie come quella a cui abbiamo assistito”. “Dov’è tuo fratello?, la voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio – ha detto il Pontefice -. Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi”. “Quei nostri fratelli e sorelle – ha proseguito – cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po’ di serenità e di pace; cercavano un posto migliore per sé e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte”. “Quante volte coloro che cercano questo non trovano comprensione, accoglienza, solidarietà! – ha aggiunto – E le loro voci salgono fino a Dio!”.

La “cultura del benessere” ci rende “insensibili alle grida degli altri”, ci fa vivere “in bolle di sapone”, in una situazione “che porta all’indifferenza verso gli altri – per il Papa -, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!”. “Di fronte alle morti in mare, ha detto il Papa, “domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c’é nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo.
“Chi ha pianto?’ Chi di noi ha pianto pe questo fatto e per fatti come questo? Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini?”, “siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere”. Così il Papa. “Signore, in questa Liturgia, che è una Liturgia di penitenza, chiediamo perdono per l’indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo perdono per chi si è accomodato, si è chiuso nel proprio benessere che porta all’anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi”, ha detto il Papa al termine dell’omelia a Lampedusa. “‘Adamo dove sei?’, ‘Dov’è il sangue di tuo fratello?'”, ha ripetuto. Per i morti in mare “Signore, ti chiediamo perdono”, ha detto il Papa al termine dell’omelia a Lampedusa. E ha aggiunto a braccio: “perdono Signore”.

“Lampedusa sia faro per tutto il mondo, perché abbia il coraggio di accogliere quelli che cercano una vita migliore”. Lo ha chiesto il Papa al termine della messa, ringraziando i lampedusani sia per “l’accoglienza” che per la “tenerezza” verso gli immigrati.

DIECIMILA PERSONE ALLA MESSA. Sono circa diecimila le persone che assistono alla messa di papa Francesco. Lo riferisce la sala stampa vaticana.

ORE 13.22: PAPA RIPARTE PER ROMA. Papa Francesco è ripartito da Lampedusa. L’aereo con a bordo il Pontefice è decollato alle 13.15 con destinazione Roma-Ciampino. (www.gds.it)

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