Rispetto dell’ambiente e aree militari, incontro tra l’assessore Lo Bello e il generale Dalzini

La ricerca di una soluzione alternativa all’area Drasy nei pressi di Punta Bianca, nell’Agrigentino, che da oltre 50 anni viene utilizzata come poligono di tiro dell’Esercito Italiano, tra i temi affrontati durante un cordiale incontro svoltosi ieri nella sede dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente della Regione siciliana tra l’assessore Mariella Lo Bello e il generale Corrado Dalzini, comandante della Regione Militare Sud. Durante il colloquio l’assessore Lo Bello e il generale Dalzini hanno discusso di tematiche territoriali connesse con la presenza militare nel territorio isolano con particolare riferimento alla disponibilità di idonee aree addestrative nelle quali potersi preparare in sicurezza allo svolgimento dei compiti istituzionali sia in territorio nazionale che nei teatri operativi in operazioni di supporto alla pace. L’assessore Lo Bello, sottolineando la “necessità di liberare l’area Drasy per una migliore tutela dell’ambiente nella zona di Punta Bianca ad alta vocazione turistica e con molta probabilità destinata a diventare riserva naturale orientata, ha rappresentato la possibilità di reperire idonee aree con le necessarie caratteristiche tecniche anche in porzioni di territorio tra quelle confiscate alla criminalità organizzata, con attenzione anche alle ricadute di carattere finanziario legate alla presenza di militari”. A tal fine l’esponente della Giunta Crocetta incontrerà nei prossimi giorni il prefetto Giuseppe Caruso, direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia. Il generale Dalzini ha offerto la “massima disponibilità nel venire incontro alle esigenze del territorio nel rispetto dei ruoli di ciascuno e delle esigenze addestrative delle Forze Armate e delle Forze di Polizia la cui presenza nel territorio regionale è strettamente correlata alla disponibilità di aree nelle quali potersi adeguatamente preparare”. L’assessore Lo Bello e il generale Dalzini hanno convenuto pertanto di “proseguire gli studi di fattibilità perseguendo la conciliazione delle esigenze istituzionali con quelle del rispetto del territorio e dell’ambiente”.