Agrigento, rinnovato Consiglio dell’ordine architetti

Confermato il dato: degli undici consiglieri uscenti, di cui 4 non ricandidatisi, ben 7 hanno ottenuto la riconferma e rappresenteranno gli oltre 1500 professionisti della provincia di Agrigento.

Risultano rieletti, in ordine di preferenze ottenute, l’agrigentino Pietro Fiaccabrino (577 voti) il riberese Giuseppe Mazzotta (27 voti), l’agrigentino Roberto Cimino (526 voti), l’agrigentino Giuseppe Grimaldi (511 voti), il saccense Ignazio Gallo (499 voti), il licatese Giuseppe Antona (495), il saccense Massimiliano Trapani (493 voti), , il favarese Calogero Giglia (488 voti), il canicattinese Giuseppe Lalicata (484 voti) ed il sangiovannese Giuseppe La Greca (471 voti). Per la “sezione B” a Giovanni Raineri, di Licata, sono andate 451 preferenze.

Si riporta la dichiarazione del presidente provinciale uscente e l’augurio dell’agrigentino, vice presidente del Consiglio nazionale, Rino La Mendola.

Il presidente Giuseppe Mazzotta: “Possiamo dirci particolarmente soddisfatti del risultato elettorale, confermo che la compattezza degli architetti agrigentini è la loro forza e li contraddistingue nell’agire ai vari livelli, sia regionale che nazionale. È in un clima di positiva proposta che sono state chiuse le votazioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei circa 1500 architetti della provincia di Agrigento. Un grazie particolare va rivolto a Rosa Maria Corbo, Riccardo Lombardo, Emanuele Maratta e Simona Sanzo, che hanno dato un contributo prezioso alle attività organizzate nella passata consiliatura”.

Presente anche l’agrigentino Rino La Mendola, a lungo presidente provinciale e in atto vicepresidente del Consiglio nazionale, che ha voluto augurare buon lavoro al neo eletto consesso: “Un augurio al nuovo Consiglio è d’obbligo – ha detto La Mendola – perché dovrà affrontare un momento difficile per una professione che sta risentendo della crisi, dovuta non solo alla particolare congiuntura economica internazionale ma anche agli effetti di un quadro normativo che chiude il mercato ai giovani e a quei professionisti che non siano titolari di strutture con un gran numero di dipendenti ed alti fatturati. Il tema, peraltro, è al centro delle politiche del Consiglio nazionale che sta interloquendo con il Governo ed il Parlamento neo eletti al fine di abrogare quelle norme che non consentono al giovane di collocarsi dinamicamente all’interno del mondo del lavoro”.

Tutte le operazioni di voto sono state presiedute dall’architetto Giovanni Bonsignore, coadiuvato dai colleghi Calogero Brunetto, Roberto Campagna, Calogero Fretto e Vito Prato.