Divieto di balneazione in alcuni tratti del litorale di San Leone

Il Sindaco di Agrigento ha firmato l’ordinanza sul divieto temporaneo di balneazione in alcuni tratti del litorale di S. Leone che di seguito si riporta.

“Premesso che: il 20/07/2013 è stato notificato al Comune il “decreto in materia di sequestro preventivo” del Tribunale di Agrigento – Sezione GIP/GUP – del 19/07/2013 (acquisito al protocollo del Comune il 23/07/2013 con il n. 37662) relativo al procedimento penale n. 3625/13 r.g.p.m. – n. 2984/13 r.g.gip, con il quale si “ordina il sequestro preventivo delle condotte sottomarine denominate “Padri Vocazionisti” e “P.S.” e delle relative centraline di sollevamento in Agrigento e nelle aree demaniali marittime antistanti”;

nella medesima data è stata pure notificata la “richiesta di sequestro preventivo” della Procura della Repubblica del 27/06/2013 (acquisito al protocollo del Comune il 22/07/2013 con il n. 37446) relativa al medesimo procedimento, con la quale si chiede, oltre l’emissione del decreto di sequestro preventivo di quanto ordinato dal GIP, anche “delle aree – del litorale e del mare ad esso antistante – poste in prossimità delle condotte “Padri Vocazionisti” e “P.S.” e delle relative centraline di sollevamento (duecento metri a destra e a sinistra di entrambe le condotte) con relativo divieto di accesso e di balneazione in dette aree”;

il 23/07/2013 il Comune, con nota prot. n. 37664, ha richiesto al Laboratorio di sanità pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento “al fine di assumere ogni conseguente doverosa determinazione a tutela della salute dei cittadini (…) di voler procedere, con la massima consentita urgenza, all’effettuazione delle analisi del mare nelle zone adiacenti gli impianti citati ed a comunicarne gli esiti”, anche nella considerazione di quanto riportato nel citato decreto a proposito delle “effettive condizioni di balneabilità delle acque il cui accertamento, possibile solo attraverso idonea indagine tecnica, risulta in atti effettuato diversi mesi prima della richiesta cautelare e, risentendo di molteplici fattori, potrebbe non corrispondere alla odierna situazione del corpo idrico”;

ritenuto tuttavia, per quanto comunque nello stesso decreto riportato in ordine al fatto che “se in astratto non si ha difficoltà a riconoscere che l’attività inquinante sia potenzialmente atta ad offendere o imbrattare o molestare, non constano evidenze indiziarie di un incombente ed attuale pericolo per la salute umana, non essendovi negli atti trasmessi, il riferimento a casi di patologie che abbiano avuto causa nel contatto con le aree marine in questione, né ai risultati di studi scientifici che, sulla base dell’analisi degli inquinanti repertati nel tratto di mare, convincano della esistenza in concreto del rischio sanitario”, di dover in via cautelativa disporre il divieto temporaneo di balneazione nelle aree citate nella richiesta di sequestro preventivo a salvaguardia della salute pubblica, ai sensi dell’articolo 50, comma 2, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che prevede che il sindaco adotti provvedimenti contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica, e dell’articolo 32 della legge n. 833 del 23 dicembre 1978;

ordina il divieto temporaneo di balneazione nel tratto di mare che si estende per duecento metri a destra e duecento metri a sinistra delle condotte “Padri Vocazionisti” e “P.S.”, site nel litorale di S. Leone.”