Teatri di Pietra 2013, si alza il sipario ad Eraclea Minoa con “L’oracolo di Delfi”

Teatri di Pietra Sicilia numero nove. E’ partita giovedì da Selinunte la rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo che coinvolge i siti archeologici e le aree monumentali quest’anno in cinque regioni d’Italia:  dalla Toscana alla Sicilia, con più di cento appuntamenti per una programmazione interamente dedicata ai grandi temi classici e al Mediterraneo. La rassegna, ideata da Capua Antica Festival e diretta da Aurelio Gatti, quest’anno è promossa direttamente dai Comuni coinvolti con il sostegno dall’Associazione Teatri di Pietra Sicilia e Capua Antica Festival, in collaborazione con numerosi enti e organismi culturali di pregio come la Fondazione Whitaker, il FAI di Agrigento e il Polo Museale Pepoli di Trapani.

Domani sera – venerdì 26 luglio ore 21.30 – si apre il sito di Eraclea Minoa a Cattolica Eraclea (Ag) con lo spettacolo “L’Oracolo di Delfi”, un produzione Mda produzioni Danza, che vede in scena Ernesto Lama, Sebastiano Tringali e Miriam Palma per la regia di Aurelio gatti, ideatore di Teatri di Pietra.

Tra teatro, danza, musica e nuovi linguaggi, sono trentatre le messe in scena proposte per circa 14 produzioni, di cui quattro create appositamente da Mda Produzioni Danza per Teatri di Pietra, che si alterneranno negli otto siti: il Tempio di Hera a Selinunte, Castelvetrano (Tp); l’ Area archeologica Isola di Mothia, Marsala (Tp); il Museo interdisciplinare regionale Agostino Pepoli di Trapani; il Teatro Antico di Morgantina, Aidone (En); l’ Area archeologica Eraclea Minoa, Cattolica Eraclea (Ag); il Giardino della Kolymbetra, Agrigento; l’ Area archeologica Kaukacana, Santa Croce Camerina (Rg) e l’ Area archeologica Vassallaggi, San Cataldo (Cl).

Anche quest’anno Teatri di Pietra da vita a  un percorso di arte e cultura che privilegia lo straordinario patrimonio storico e artistico siciliano e al contempo offre una concreta opportunità di sviluppo socio-culturale e crescita dei territori coinvolti, mirando all’obiettivo principale di accrescere e sviluppare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico della Sicilia attraverso lo spettacolo dal vivo si promuovono, senza invaderle, aree straordinarie  che si offrono ad una fruizione più ampia, coinvolgendo un pubblico diversificato e più vasto. Le diversità della proposta artistica, la presenza di compagnie rappresentative la migliore produzione nazionale, la presenza significativa di artisti siciliani accanto a figure di rilievo della scena nazionale, nonché un “fare rete” delle Amministrazioni coinvolte, ha permesso di costruire un programma di oltre trenta eventi in otto location .

La ricorrenza di Teatri di Pietra Sicilia, che dal 2005 si propone puntualmente ogni anno nonostante le difficoltà, fa di questa manifestazione un appuntamento “atteso” , testimonianza di un progetto che aggrega e cresce intorno a un’idea  innovativa di valorizzazione e sviluppo sostenibile dei territori. Una nuova edizione quindi, resa possibile grazie all’impegno delle Amministrazioni coinvolte che  attraverso Teatri di Pietra ribadiscono la volontà a operare un diverso modo di fare “turismo/cultura e sviluppo” privilegiando progettualità che concretamente dialoghino con il territorio, le cittadinanze e le identità che queste esprimono. Un progetto che anche in un momento di grande difficoltà per la Regione e il Paese, riesce a esprimere la volontà e la determinazione a fare della cultura e del patrimonio la risorsa principale di sviluppo delle cittadinanze coinvolte.

“L’Oracolo di Delfi”, ilaro tragedia da Plutarco e dal Mito, riletta nella drammaturgia di Sebastiano Tringali e di cui firma regia e coreografie Aurelio Gatti. In scena, nei ruoli principali, Ernesto Lama (il faccendiere proveniente da Cuma, dall’antro della Sibilla, che non può che essere partenopeo nel dire e fare), Miriam Palma (nelle vesti della Pizia, alterna sonorità mediterranea ai riti arcaici del cunto) e lo stesso Tringali (il flemmatico vecchio Tiresia), con le danzatrici Carlotta Bruni, Rosa Merlino e Monica Camilloni nel ruolo delle sacerdotesse, e la musica dal vivo di Marcello Fiorini (il cieco Edipo che parla per musica). Lo spettacolo, una produzione Mda Produzioni Danza, ha tutti ingredienti di una commedia, amara, in cui accanto ai temi del mito nasce la riflessione sulla menzogna, prodotta, comunicata e propagandata dal potere senza scrupoli, capace di asservire anche “l’oracolo” ai propri fini e di ridurre tutto alla rappresentazione e alla celebrazione del potente di turno.

« L’Oracolo di Delfi è un’esperienza che chiarisce come il mito possa essere una fonte inesauribile di metafore e collegamenti con l’epoca attuale – ha detto l’attore Ernesto Lama . infatti la storia si incentra sulla “impostura” che può nascere dall’oracolo ora asservito alla politica ora costretto ad essere interpretato a piacimento del potente.

Tra Tiresia/ Tringali e la Pizia/Miriam Palma (una voce straordinaria che mi fa rabbrividire) io sono il faccendiere che guarda guarda viene dall’antro della Sibilla di Cuma, parla la mia lingua, il napoletano, e quindi sono totalmente a mio agio su questo palcoscenico, anzi si può dire che qui le lingue teatrali, il napoletano e il siciliano, si sposano perfettamente con la scena, la danza e soprattutto con l’equivoco dell’oracolo.

Lo spettacolo, anche se incentrato sulla morte della Pizia, corre sulle corde della commedia e i numerosi equivoci  e svelamenti rendono questa materia complessa che è il mito, qualcosa di piacevolmente immediato, comprensibile e sicuramente stimolante.

Torno in Sicilia e si può dire che Teatri di pietra è mio, infatti ho partecipato a tutte e nove le edizioni siciliane, girando in lungo e largo per tutti questi siti archeologi spettacolari che avete, e spesso neanche conoscete. Per fortuna ci siamo noi che vi “costringiamo” a venirli a conoscere e a fruirne in una maniera differente dal solito.»

“L’Oracolo di Delfi” replicherà per Teatri di Pietra il 27 luglio al Teatro Antico di Morgantina, Aidone (En), il 28 luglio sull’Isola di Mothia, Marsala (Tp); il 27 agosto nell’area archeologica di Kaukana, Santa Croce Camerina (Rg). Lo spettacolo, inoltre, sarà replicato nella Valle dei Templi di Agrigento il 28 agosto (data che esula dal calendario di Teatri di Pietra Sicilia).

Note di regia

Tu‚ Pannychis‚ vaticinasti con fantasia‚ capriccio‚ arroganza‚ addirittura con insolenza irriguardosa‚ insomma: con arguzia blasfema. Io invece commissionai i miei oracoli con fredda premeditazione‚ con logica ineccepibile‚ insomma: con razionalità. Ebbene devo ammettere che il tuo oracolo ha fatto centro.[…] Il tuo improbabilissimo responso si è avverato‚ mentre sono finiti in niente i miei responsi così probabili e dati ragionevolmente con l’intento di far politica‚ e cambiare il mondo‚ e renderlo più ragionevole.

Con questa riflessione si conclude l’ilaro tragedia “L’Oracolo di Delfi”.

Le profezie erano rese dalla sacerdotessa del culto di Apollo‚ la Pitia o Pizia‚ che durante le sue funzioni di officiante di Apollo era solita sedere su di un tripode‚ il simbolo del Dio. Tributari del tempio erano uomini di ogni classe. La domanda da porre al Dio per bocca della Pizia era affidata ad un sacerdote del tempio‚ il quale la consegnava alla sacerdotessa. L’attesa della risposta di Apollo era scandita da un rituale‚ la sacerdotessa sedeva sul tavolo a tre gambe in attesa dell’ispirazione divina‚ quindi pronunciava la profezia. Cadeva in una sorta di trance ipnotica e solo in quel particolare stato di semicoscienza donava le sue predizioni. Una volta ottenuta la risposta‚ che in genere aveva un significato ambiguo e difficilmente interpretabile in modo univoco‚ la Pizia comunicava il messaggio ad un altro sacerdote che a sua volta lo trascriveva e lo consegnava a chi aveva posto la domanda.

Pizia non da risposte ma è creatrice del dubbio. Del resto non dovremmo mai smettere di interrogarci ed interrogare gli altri. Peccato che spesso gli uomini rifuggano dal dubbio e non coltivino la loro capacità di raziocinio ma‚ “per amore del quieto vivere”‚ preferiscano accettare acriticamente tesi precostituite e addirittura – triste verità – “inventarsi le teorie più assurde per sentirsi in perfetta sintonia con i loro oppressori”. E la Pizia è interprete prima della týche‚ il caso‚ ciò che sfugge alla previsione dell’uomo e determina‚ al di là della volontà e della coscienza dei protagonisti‚ il gioco capriccioso degli eventi. La sacerdotessa ricorre con frequenza agli equivoci‚ agli intrighi‚ ai riconoscimenti‚ fino all’apparizione finale del “deus ex machina”.

 

IL CALENDARIO DELL’AREA ARCHEOLOGICA ERACLEA MINOA – CATTOLICA ERACLEA (Ag)

26 luglio  L’Oracolo di Delfi

3 agosto  Caligola

8 agosto  Antigone

14 agosto                Le Rane

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