Mafia: Cancellieri a Palermo per ricordare Chinnici, il messaggio di Napolitano

Trenta anni fa la strage mafiosa di Via Pipitone Federico: l’esplosione dell’autobomba uccise sotto la propria abitazione l’allora capo dell’Ufficio istruzione del tribunale di Palermo Rocco Chinnici e travolse i due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, nonchè il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Per onorare la loro memoria e ricordarne il sacrificio di uomini dello Stato tante le manifestazioni oggi in programma alle quali prende parte, fra gli altri, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.
Alle ore 9:15 il guardasigilli depone una corona di alloro sul luogo dell’eccidio e, successivamente, alle ore 9:45, nella vicina Chiesa di S. Giacomo dei Militari presso il Comando Legione Carabinieri Sicilia, partecipa alla Santa Messa in memoria delle vittime della strage. Alle ore 10:30 la commemorazione pubblica, con gli interventi del presidente della Corte di appello di Palermo Vincenzo Oliveri, del procuratore generale Roberto Scarpinato, del presidente dell’ANM Rodolfo Sabelli e del ministro Cancellieri. La cerimonia si conclude con la lettura, da parte dell’attrice Pamela Villoresi, di alcuni brani tratti da un ricordo di Paolo Borsellino nel volume L’illegalità protetta e con il ricordo dei due figli del giudice Chinnici, Giovanni e Caterina, quest’ultima, attualmente, capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile.
“Con l’uccisione di Rocco Chinnici la mafia si proponeva di decapitare l’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, che sotto la sua direzione stava iniziando ad affrontare unitariamente quel fenomeno criminale, cogliendo rapporti e collegamenti che condussero in seguito ad individuare autori e cause di efferati delitti rimasti fino allora impuniti e di comprendere la complessa realtà di ‘cosa nostra’”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato alla signora Caterina Chinnici e ai famigliari delle vittime in occasione del trentesimo anniversario della strage di via Pipitone Federico a Palermo, nella quale persero la vita il Giudice Rocco Chinnici, il maresciallo dei Carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
“Consapevole dell’altissimo rischio personale connesso al rigoroso impegno nella lotta alla criminalità organizzata, seppe trasmettere – ha continuato il Capo dello Stato – le sue intuizioni ai collaboratori, che ne raccolsero il testimone. Il metodo investigativo indicato da Rocco Chinnici si è poi rivelato efficace strumento di contrasto alla criminalità organizzata e ha consentito di raccogliere successi insperati nella lotta alle associazioni mafiose. Nel ricordo della tensione morale che ha connotato l’attività di suo padre, sono vicino a lei – ha concluso il Presidente Napolitano – ai suoi fratelli e ai famigliari delle altre vittime della strage”.
Foto Ansa