Lampedusa un mese dopo la storica visita di Papa Francesco, un libro lo ricorderà

Una pubblicazione fotografica e testuale sulla visita di Papa Francesco a Lampedusa sarà realizzata dalla curia di Agrigento. L’iniziativa è fortemente voluta dall’arcivescovo monsignor Francesco Montenegro. A comunicarlo, un mese dopo la visita del Santo Padre sulla maggiore delle Pelagie, il direttore de L’Amico del Popolo don Carmelo Petrone.

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“Ci stiamo organizzando – spiega – per realizzare anche una mostra fotografica sull’isola con le immagini più significative. Il vescovo intende rilanciare e fare tesoro del messaggio del Papa valorizzando il significato della sua visita, sia per la scelta del luogo che per il carattere di sobrietà e umiltà scelto; le sue parole a Lampedusa saranno il punto di riferimento del piano pastorale della diocesi di Agrigento”.
“Dal punto di vista materiale è cambiato poco; è cambiato molto, invece, per la coscienza collettiva della nostra comunità e non solo. Soprattutto per quanto riguarda la percezione dell’isola e del fenomeno dell’immigrazione che ci vede quotidinamente in prima linea. Dopo la visita di Papa Francesco non ci sentiamo più soli, sentiamo più vicinanza non solo a livello nazionale ma anche internazionale”, così il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, che aggiunge: “Anche i mezzi di comunicazione ora mostrano più attenzione ai soccorsi di migranti, le istituzioni non possono fare finta di niente. Ribadisco la necessità di trovare soluzioni legislative per una efficace politica di accoglienza e solidarietà, occorrono risposte concrete sia dal governo nazionale che dalle istituzioni europee non solo per quanto riguarda le politiche dell’immigrazione ma anche per superare il gap infrastrutturale”.
Per don Stefano Nastasi, il parroco che invitò Bergoglio a Lampedusa, “è ancora vivo il ricordo della visita di Papa Francesco che ci ha offerto una nuova visione che invita tutti a una maggiore attenzione alle diversità e a un nuovo modo di gestire i flussi migratori nel rispetto dei diritti umani. La gente del posto continua a interrogarsi ma per avere la percezione del cambiamento non basta così poco tempo”.
Intanto a Lampedusa sono spuntati come i funghi souvenirs con le immagini del “papa degli ultimi”: dalle t-shirt alle tazze fino a penne e portachiavi. Molto richieste le croci realizzate con il legno dei barconi dei migranti dall’artista Francesco Tuccio, che ha avuto l’onore di realizzare il pastorale e il calice per la messa del Papa. “Un mare di turisti e giornalisti sono venuti a trovarmi, tutti chiedono la croce che rappresenta la rinascita”.
A tavola riscuote successo il “Tortino del Papa”. “Sono ancora molto emozionata per aver avuto la possibilità di cucinare per Sua Santità – dice Rosaria Di Maggio, la lady chef del Resort Costa House -. Tutti i clienti che arrivano nel nostro locale ci chiedono il tortino all’araba che ho realizzato per Papa Francesco, che non vuole essere solo una pietenza ma anche un messaggio di accoglienza, solidarietà e integrazione tra i popoli”.
Calogero Giuffrida