Acqua, Agrigento lascia il “primato” per le bollette più care d’Italia e cede il primo posto a Firenze

acqua-rubinetto copy (509 euro anno di spesa per il servizio idrico integrato), retrocedendo al 26° posto nella classifica nazionale e al terzo posto in quella regionale, con una percentuale per la prima volta in negativo: l’11,7 in meno nella spesa per gli utenti domestici del servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento, unica città siciliane che si colloca insieme con le città di Trento, Avellino, Cremona e Como, tra le cinque città che hanno abbattuto i costi invece che aumentarli su tutto il territorio nazionale.
Sono questi i dati emersi dall’indagine condotta dall’ dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva, relativamente all’anno 2012, per le utenze di tipo domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa). I dati dell’indagine sono riferiti a una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua e sono comprensivi di Iva al 10 per cento.
Gli agrigentini, dunque, sono passati da una spesa di 445 euro annui nel periodo compreso tra il 2007 e il 2011 a una spesa di 393 euro nel 2012, “staccandosi” solo di 69 euro annui dalla città di Bologna.
Un traguardo, questo, che si aggiunge al netto miglioramento che l’Azienda ha apportato sia nei servizi resi all’utenza che nella distribuzione idrica (riduzione della frequenza di distribuzione su tutto il territorio, tra cui si annoverano comuni con distribuzione giornaliera e in H24, intere frazioni della città dei Templi con distribuzione giornaliera e in H24, e riuscendo a garantire la dotazione per ogni cittadino di 150 litri di acqua al giorno).
La tariffa del servizio idrico è stata abbattuta dell’11,7 per cento, dunque, mentre sono nettamente migliorati i servizi.