Centro ambiente Siculiana, figlio boss scrive a ministro Alfano e attacca i “politicanti ambientalisti”

Approda a Roma, tra i banchi del Governo, la polemica legata al centro per l’ambiente e la legalità inaugurato l’altro ieri a Siculiana Marina. Il centro, realizzato in un immobile confiscato al presunto boss Gigi Caruana, è andato alla ribalta delle cronache per via dei mancati chiarimenti legati all’assunzione di suo figlio da parte del Wwf che ha provocato la rottura dell’Ats, di cui facevano parte Marevivo e Legambiente e alla quale era stato assegnato il centro realizzato dal Conorzio agrigentino legalità e sviluppo che ancora non ha preso una posizione sulla vicenda.
Intanto ecco la lettera inviata ieri da Leonardo Caruana al ministro dell’Interno Angelino Alfano.
“Io sottoscritto Leonardo Caruana, nato 01.03.1979 ad Agrigento domiciliato presso lo studio del proprio difensore l’avvocato Salvatore Pennica del foro di Agrigento, espongo e chiedo quanto segue.
Nel recente passato mi sono ritrovato mio malgrado soggetto al centro di una polemica tra associazioni ambientaliste da cui è scaturita l’allegata missiva indirizzata alle Autorità ivi indicate.
La missiva è rimasta priva di riscontro, fin qui nulla questio.
Ho richiesto di essere assunto quale operatore presso la riserva naturale Torre Salsa, impiego coerente con l’attività di volontario che ho esercitato per il WWF nel decennio precedente e dall’ 1 agosto del 2013 al 31 dicembre 2012 sono stato assunto a tempo determinato come operatore della citata riserva, gestita da WWF Italia.
Noto ostracismo e pregiudizio per il cognome che porto e per la parentela, per cui desidero rivolgermi a Lei al fine di chiedere se un cittadino incensurato, privo di misure di prevenzione, che gode di stima in pubblico, possa al pari dei coetanei, con curriculum idoneo, aspirare a lavorare senza dovere patire l’isolamento.
Ho più volte chiarito la mia distanza culturale dal fenomeno mafioso, del quale non condivido mentalità e costumi, non ho mai violato la Legge e ho subito la vicenda processuale di mio Padre, Gerlando Caruana, con il doveroso rispetto che un cittadino per bene tributa alle Istituzioni e alle sentenze emesse in nome del popolo.
La vicenda paterna patita quando ero piccolo, frequentavo le scuole superiori, ha lasciato un solco di emozioni umane che mantengo nell’intimo ma ha favorito la convinzione che l’unica forma di convivenza civile è il rispetto della Legge.
Nella direzione della legalità ho intrapreso gli studi di scienze politiche e delle relazioni internazionali non certo ho frequentato clan, club o bar di paese convinto che il mio cognome imponeva maggiore rigore con me stesso perché tutto sarebbe stato più difficile anzi una conquista giornaliera.
Oggi alla età di 34 anni non riesco a vincere il pregiudizio di portare il cognome Caruana che consente a politicanti ambientalisti , cioè a chi vive di politica dell’ambiente, di non consentirmi la assunzione alla riserva di Torre Salsa dopo la scadenza del contratto a tempo determinato.
Io non chiedo favori a padrini politici o altri padrini che disdegno chiedo a Lei, rappresentante illustre di questa terra di Sicilia, di verificare con gli organi dello Stato ed i servizi di informazione del ministero se sono idoneo, anche alla luce dell’allegato curriculum, di ambire al posto di lavoro richiesto, che mi era stato concesso e non rinnovato nel solco delle polemiche dalle quali desidero rimanere estraneo.
Medesima richiesta ho rivolto alle autorità della allegata missiva ma il silenzio assordante delle Istituzioni preposte non mia ha consentito di sapere nulla.
Vorrei anche sapere se esiste una prospettiva concreta di occupazione per un giovane siciliano, di Siculiana, di nome Leonardo Caruana che ha una storia personale distinta e diversa dagli avi, di potere accedere al lavoro per avere una retribuzione dignitosa o se devo necessariamente lasciare la Patria per assicurare a me stesso la dignità di lavorare onestamente senza chiedere favori.
Mi trovo costretto a chiederLe la vigile attenzione sul mio caso auspicando che Ella, con i poteri conferiti, raccolga tutte le informazioni di polizia necessarie sul mio conto per verificare se l’assunto è coerente con la legittima richiesta di lavoro.
A volte mi sento impotente altre volte attendo una riposta che non è mai arrivata e per questo fiducioso attendo da Lei un cenno di riscontro chiedendo non certo un favore, lontano dalla mia forma mentis, ma di farsi carico di un problema con le garanzie della Legge. In attesa di cortese riscontro l’occasione è gradita per porgere distinti saluti. Agrigento 9 agosto 2013. Leonardo Caruana”.