Il questore Bisogno lascia Agrigento, promosso a Roma: guiderà Polizia stradale

Lascia la città dei templi dopo una promozione nella capitale il questore Giuseppe Bisogno. Andrà a Roma in qualità di nuovo direttore del Servizio di Polizia stradale nominato dal Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno. Giuseppe Bisogno – nato a Nocera Superiore, nel Salernitano, ma avellinese d’adozione – arrivando dalla questura di Napoli, s’insediò alla guida delle forze di polizia di Agrigento il primo luglio del 2011 subentrando al questore Girolamo Di Fazio. Arriverà nei prossimi giorni in questura Mario Finocchiaro, 55 anni, di Catania, attuale questore di Crotone con alle spalle diverse esperienze in Sicilia (Catania, Caltanissetta ed Enna) come dirigente superiore della Polizia di Stato. Due anni scottanti per il questore Bisogno ad Agrigento sul fronte della lotta alla mafia e della continua emergenza immigrazione nel Canale di Sicilia. Ma la polizia é stata in questi anni impegnata anche nel contrasto alla microcriminalità e ai traffici di droga oltre che e ai gravi reati contro la pubblica amministrazione. Da ricordare l’operazione “Self Service” che ha fatto luce su un giro di tangenti all’Utc del comune di Agrigento. “Un’operazione di grande importanza – commentò il questore – che crea indignazione anche perché le illecite concessioni edilizie hanno esposto il territorio ad un enorme rischio e il cittadino ad un grande pericolo per la propria incolumità. Grande è stato il lavoro di squadra fra la polizia e la procura che ha dimostrato, ancora una volta, come lo Stato c’è, sia quando si deve colpire la mafia che quando si deve procedere contro i reati che riguardano la pubblica amministrazione”. Sul fronte del contrasto ai boss – ormai chiusa la stagione della cattura dei latitanti agrigentini con l’arresto di Giuseppe Falsone (eseguito dalla polizia a Marsiglia) e di Gerlandino Messina (preso a Favara dai carabinieri – al questore Bisogno è toccato capire come si riorganizzano le cosche nell’Agrigentino. Diversi gli appelli a denunciare il pizzo. “Il grosso degli attentati incendiari– ha ribadito recentemente – sono per costringere a pagare il pizzo. Occorre la denuncia degli imprenditori”. Da segnalare l’operazione “Nuova cupola” che ha decimato i clan emergenti a partire da Palma di Montechiaro e Agrigento fino a Porto Empedocle e Siculiana per arrivare nella Valle del Belice dove si sarebbe sfiorata la cattura del presunto “numero uno” della cupola siciliana Matteo Messina Denaro. “Vive congratulazioni al questore Bisogno per il nuovo incarico -ha scritto in una nota il presidente della Camera di commercio Vittorio Messina – e un sentito grazie per quanto fatto in questi anni ad Agrigento”.

Calogero Giuffrida