Venticinque ville sulla Scala dei Turchi, polemiche sul web contro nuova colata di cemento

“Sono stati abbattuti gli ecomostri giù alla Scala dei Turchi e a Lido Rossello e nel frattempo nascono altri mostriciattoli sulla scogliera”. Si riaccendono con quattro foto pubblicate su facebook da Mareamico Agrigento le polemiche contro il cemento più o meno selvaggio sulla costa agrigentina. Riflettori ancora puntati sulla Scala dei Turchi, destinata a diventare sito d’interesse comunitario e candidata a patrimonio dell’umanità Unesco. A farsi notare sono alcune ville a due piani che stanno spuntando come i funghi sulla scogliera di marna bianca più famosa della Sicilia. “Al momento sono due le ville in costruzione, il progetto ne prevede venticinque, è tutto in regola. Si tratta di una lottizzazione approvata circa quattro anni fa e le concessioni edilizie sono state regolarmente rilasciate con il parere favorevole della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Agrigento”, spiega il sindaco di Realmonte Piero Puccio. “Povera Italia…”, replica Claudio Lombardo su facebook. “Pure l’ecomostro di Scala dei Turchi e le ville accanto ai templi avevano la concessione…”, aggiunge Arturo Nastri. A realizzare il complesso residenziale è la Co.Ma.E.R srl, società edile di Siracusa specializzata nella costruzione e nella manutenzione di enti religiosi che punta ora sulle strutture in zone turistiche. “La Co.Ma.E.R – spiega il sindaco – si è già impegnata a completare i prospetti prima ancora di rifinire gli interni delle strutture per armonizzare le stesse ai luoghi evitando così la percezione delle brutture che può provocare il cemento grezzo”. Intanto sul web il dibattito è già partito. “Quei mostriciattoli finiscono giù in spiaggia, questione di tempo…”, sostiene Salvo Grenci. “Bah! Assurdo”, posta Nuccio Cremone. “Che m….!”, commenta le foto Giuseppe Sutera Sardo. “Io abito a due passi da lì – posta Leonardo Incardona – e sapevo che sotto la stada panoramica della Scala dei Turchi non si poteva costruire. Poi arriva il potente di turno (vedi anche la villa appena costruita sotto la torre in prossimità delle Pergole e Giallonardo) e sorgono lottizzazioni di una certa rilevanza con il benestare degli organi di tutela e controllo. Ma la legge è uguale per tutti o no?”. “Vorrei tanto conoscere nomi e cognomi – scrive Jack La Franca – di chi pensa, organizza e approva lottizzazioni fatte al limite della linea di falesia, su un terreno di per sè fragile e che, non v’è chi non veda, deturpano sistematicamente il paesaggio. Costruire 50 metri prima no? Devono stare lì davanti! Costoro non capiscono che quelle costruzioni, i camminamenti in cemento, i marciapiedi, rendono quel terreno, comunque naturalmente destinato a franare, ancor più instabile e non ci sono palificazioni che tengano. Costoro non costruiscono con l’idea di far qualcosa di utile e bello per sè e soprattutto per coloro che verranno ma fanno le cose con la lungimiranza di una cicala: godono loro e poi cu sinni futti!”.
Calogero Giuffrida