“Intimidazione mafiosa a Salvatore Licari”, soldiarietà del Pd e della Cgil

“L’intimidazione di stampo mafioso indirizzata a Salvatore Licari, vice-presidente della cooperativa I Frutti della Valle dei Templi di Canicatti, costituisce un intollerabile manifestazione di prepotenza, mirante a fiaccare ed indebolire una straordinaria esperienza di associazione ed autodeterminazione dei produttori agricoli dell’area del Canicattinese”. Lo scrivono in una nota i deputati agrigentini del Pd Angelo Capodicasa Maria Iacono, Giuseppe Lauricella, che aggiungono: “Questa presenza, improntata a correttezza ed ispirata a principi di legalità, può aver “turbato” gli interessi che si annidano nel campo dell’agroalimentare e nel settore del commercio e della grande distribuzione e che vedono nella presenza di una associazione cooperativa che contrasta le speculazioni e le infiltrazioni malavitose nel settore, una minaccia ed un ostacolo. A Salvatore Licari ed ai Soci della cooperativa va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà, nella certezza che non si lasceranno intimidire e proseguiranno nel loro percorso e nella loro attività.
Alle forze dello Stato spetta il compito di tutelare con ogni mezzo l’incolumità e il libero esercizio delle attività produttive e commerciali dei Cooperatori, alle forze politiche ed alle associazioni di categoria spetta il compito di vigilare perché Canicatti si liberi dei condizionamenti malavitosi ed illegali”.
Interviene con un post su facebook anche il deputato Tonino Moscatt: “E’ un vile atto intimidatorio che ci lascia basiti e ancora una volta ci fa riflettere su come il nostro territorio sia segnato da chi non accetta un risveglio culturale legato al mondo del lavoro. Probabilmente non andava bene l’operato di Licari che nel tempo ha cercato di mettere insieme i produttori agricoli per commercializzare al meglio i loro prodotti sfiorando, forse, gli interessi di “qualcuno”. Condannando quanto accaduto esprimo piena vicinanza e solidarietà a Salvatore Licari, confidando nell’azione delle Forze dell’Ordine per una risposta immediata all’illegalità”.
Così invece il segretario della Cgil di Agrigento Massimo Raso: “La Cooperativa “Frutti della Valle dei Templi “ è uno degli esempi positivi di questa nostra terra, un pezzo di economia libera dai condizionamenti mafiosi, che cerca di affrancare tanti produttori agricoli dal pesante condizionamento mafioso. Se chi ha colpito Salvatore Licari intende colpire la Cooperativa, occorre che la “Società Civile” e le Istituzioni “facciano quadrato” attorno a questa esperienza. La CGIL Agrigentina è vicina alla Cooperativa e ai suoi dirigenti e auspica che si faccia la massima chiarezza e che si possano assicurare alla giustizia gli autori e i mandanti di questo ignobile gesto”.
Questo il messaggio del segretario provinciale del Pd di Agrigento Emilio Messana: “Il vile atto intimidatorio perpetrato ai danni del Rag. Salvatore Licari, vice presidente della Cooperativa I Frutti della Valle dei Templi, è un attentato contro la libertà e la voglia di riscatto dei nostri agricoltori.
Negli anni della crisi più nera per l’agricoltura siciliana, Il Rag. Licari con la Cooperativa ha indicato la strada per tutelare gli agricoltori, investendo sulla qualità e sulla promozione dei nostri prodotti. Nel farlo ha contrastato e denunciato le pratiche monopolistiche nella commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli della zona, fortemente incrostate dal parassitismo mafioso, che hanno come conseguenza l’abbassamento dei prezzi praticati ai produttori, ben al di sotto del reale valore di mercato e soprattutto dei costi di produzione.
E’ un modello di impresa che affronta i nodi della crisi dell’agricoltura siciliana: l’unione dei produttori supera il nanismo delle nostra aziende agricole, la quantità e la qualità dei prodotti consente di raggiungere i segmenti di mercato della grande distribuzione, offrendo uno sbocco remunerativo ai nostri produttori. Dal produttore al mercato, saltando gli innumerevoli passaggi intermedi creati ad arte per taglieggiare i piccoli agricoltori.
La testa di agnello mozzata con il chiodo conficcato in bocca è un avvertimento a tutti noi, alla città di Canicattì, alla visione che abbiamo e dobbiamo coltivare di una Sicilia dove l’iniziativa privata sia libera e non soggiogata dalla mafia o da rendite parassitarie criminali. Siamo certi che l’autorità giudiziaria saprà fare luce sulla vicenda. Al Rag. Salvatore Licari e ai produttori della Cooperativa la nostra convinta solidarietà e l’impegno del Partito Democratico a sostenere la loro intrapresa e la cultura della legalità e del lavoro che la ispira”.