Ville Scala dei Turchi, Legambiente: “Errori nell’iter autorizzativo”

“Edificazione Borgo della Scala dei Turchi: errori ed incongruenze nell’iter autorizzativo, in una delle tante lottizzazioni urbanistiche che aumentano il consumo di suolo e non produco ricchezza per il territorio”.
Il nostro impegno contro il consumo di suolo nella fascia costiera agrigentina ha caratterizzato dalla sua fondazione l’impegno della nostra associazione” Lo scrivono in una nota il presidente regionale di Legambiente Domenico Fontana e il vice presidente del Circolo Rabat di Agrigento Daniele Gucciardo.
Prosegue così il comunicato di Legambiente: “Denunce come quella che bloccarono gli ecomostri della Scala dei Turchi, la devastazione di Montegrande, ma anche le più recenti lottizzazioni di Timpa dei Palombi e Mascara/Cannatello, solo per fare alcuni esempi, ci hanno visti purtroppo soli a chiedere una più efficace tutela del nostro paesaggio costiero finalizzata anche al potenziamento dell’offerta turistica. Per questa ragione riteniamo doveroso in questo frangente allargare il dibattito apertosi sulla lottizzazione denominata “Borgo della Scala dei Turchi” fino ad oggi caratterizzato da eccessive semplificazioni e da una certa dose di strumentalità. Solo ieri il Corriere del Mezzogiorno scriveva “Un residence a cinque stelle per inquilini vip sostituirà le strutture demolite dopo proteste”, e non è certo con gli slogan suggestivi che si vincono le battaglie culturali.
Oggi lo stop al “consumo di suolo” è diventata una di quelle più importanti a livello europeo e anche in Italia, grazie alla campagne del mondo ambientalista, negli ultimi anni sta crescendo esponenzialmente. È questo l’ambito in cui si deve verificare l’opportunità di continuare a costruire lungo le nostre coste. Va fatta una valutazione dei costi e dei benefici e ne va misurato l’interesse collettivo.
Prescindendo dalla sua legittimità, la lottizzazione di Realmonte può essere vista come una tra le tante che sacrificano la qualità paesaggistica di alcuni territori costieri per sviluppare investimenti finanziari che producono per poco tempo una quantità poco più che irrilevante di ricchezza economica. Produrrà solo investimenti finalizzati alla costruzione di seconde e terze case, che si trasformeranno in costi (per garantire i servizi) e nessun profitto per la comunità. Diversamente potremmo considerare la realizzazione di strutture turistico-ricettive che, sempre verificando preventivamente la loro reale compatibilità ambientale e paesaggistica (e quindi evitando i grandi complessi in aree di particolare pregio naturalistico), producono una ricchezza diffusa perché coinvolgono una filiera produttiva più articolata, da quelle edile a quella turistica.
La battaglia per la tutela del paesaggio non può non tenere conto di ciò. Tutelare un paesaggio, infatti, non vuol dire renderlo intangibile, ma verificare l’opportunità o meno di trasformarlo in relazione all’interesse collettivo. In alcuni casi si deve arrivare alla totale immodificabilità, in altri si deve fare in modo che le modifiche non impattino negativamente o addirittura migliorino il contesto territoriale.
Ampie porzioni della nostra fascia costiera sono state vincolate non per impedirne qualunque tipo di trasformazione ma per consentirci di porre maggiore attenzione a queste trasformazioni e renderle quanto più possibile sostenibili per la tutela del paesaggio e vantaggiose per l’economia delle comunità che vi abitano.
Auspichiamo che il movimento di opinione che si sta formando per contrastare la realizzazione del c.d. “Borgo della Scala dei Turchi” non si limiti ad indignarsi solo in questo caso, visto che è purtroppo uno dei tanti, ma cominci ad interrogarsi sulle ragioni profonde di quello che avviene da decenni in tutto il nostro territorio, per condividere una battaglia finora combattuta in totale solitudine dalla Legambiente, anche quando si trattava di contrastare clamorose lottizzazioni abusive poi conclamate da numerose sentenze penali e amministrative”.
Evidentemente oggi l’opinione pubblica è più matura ed è diventata più sensibile a questi argomenti e di questo la nostra associazione non può che rallegrarsi, ma per essere efficace l’impegno ambientalista deve essere improntato a serietà e scientificità.
A tal fine abbiamo avviato un accesso agli atti della lottizzazione “Borgo della Scala dei Turchi” rilevando già ad una prima analisi alcune incongruenze ed errori, anche gravi. Per questo stamattina abbiamo trasmesso alla Procura della Repubblica una nostra prima segnalazione e chiesto al Comune di Realmonte e alla Sovrintendenza di Agrigento di sospendere in autotutela gli atti concessori e autorizzatori”.