Nuovo “papello” di Crocetta al “partito”: “Diamoci tutti una calmata!”

“Diamoci tutti una calmata!”, è il titolo del quarto pizzino su facebook del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Più che messaggi brevi scritti su piccoli biglietti di carta, lunghi papelli quelli che pubblica quotidianamente il governatore dopo le polemiche nel Pd in vista del rimpasto.

Posta Crocetta su facebook comunicando comunque in maniera unidirezionale e non interagendo con i cittadini che commentano in massa i suoi post-pizzini: “Quante cose belle fatte in nome di questi valori, di eroismo, di martirio, grandi azioni sociali, trasformazioni storiche. Ma quanta violenza e prepotenza sono state e vengono ancora giustificate in nome di indiscutibili valori. II kamikaze che si butta dentro un autobus pieno di bambini e si fa esplodere, lo fa nel nome di Allah, così come quando si condannavano al rogo streghe ed eretici lo si faceva in nome di Dio. E il nazismo e il fascismo, non condannarono a morte ebrei, comunisti, dissidenti, omosessuali, testimoni di Geova, in nome dello stato etico? E le guerre coloniali non si sono fatte in nome della patria? E gli stermini in Medio Oriente e in Siria non sono addirittura fatti in nome della non violenza: no alle armi anti convenzionali, nel frattempo non si tratta, ma si bombarda.

La verità è che non c’e’ alternativa alla non violenza ma la non violenza non e’ un principio astratto. E’ qualcosa che coinvolge non soltanto i nostri principi generali ma le nostre azioni quotidiane. Quando ad esempio mi sento dire, in nome di interessi di questo o quel partito, che debba accantonare l’interesse della Sicilia, io ritengo di trovarmi di fronte a discorsi arroganti e prepotenti che sono solo generatori di conflitti e quindi di violenza sia pure verbale, politica e di scontri che non ci aiutano a crescere. La verità è che non c’e’ alternativa rispetto al dialogo e al confronto. Chi sceglie una linea integralista in nome di qualcosa, sposa la violenza e la prepotenza e danneggia i processi di crescita, civile, culturale e sociale.

A volte rimango esterrefatto per parole che nascondono un’arroganza e un’assenza tale di pluralismo che fanno inorridire. Naturalmente, in nome dell’interesse del partito. Solo che, chi vuole fare la rivoluzione, come noi, non può permettere ad alcun gruppo di occupare le istituzioni e il ruolo dei rappresentanti eletti direttamente dal popolo. Non c’e’ libertà e democrazia al di fuori del rispetto delle leggi. Lo si può fare in nome di qualsiasi cosa, ma la sostanza non muta e io spero che la ragione prevalga dentro il quadro della civiltà e del confronto lento e continuo delle istituzioni, a cui stiamo assistendo: diamoci tutti una calmata!