“Rosario Livatino martire della giustizia e della fede”, il punto sul processo di beatificazione

Va avanti il processo, cominciato due anni fa, di beatificazione e canonizzazione di Rosario Livatino, “martire della giustizia e della fede” come lo definì Papa Giovanni Paolo II.
“Siamo quasi alla fine del nostro mandato”, ha detto il postulatore della causa di beatificazione don Giuseppe Livatino che presiede i lavori di un’apposito commissione diocesana. “A breve – ha spiegato il sacerdote – noi consegneremo al più presto tutti i fascicoli con i documenti acquisiti al vescovo di Agrigento monsignor Francesco Montenegro che poi deciderà se inoltrare lo stesso fascicolo alla Congregazione delle cause dei santi che a sua volta valuterà se il candidato è degno di essere proclamato beato della chiesa cattolica. Questo è il primo passaggio. Poi ci sarà il passaggio successivo della canonizzazione”.
Agli atti del processo di beatificazione c’è anche il presunto miracolo della signora Elena Valdetara Canale di Pavia guarita dalla leucemia dopo l’apparizione in sogno di Livatino. La storia di un nuovo prodigio arriva in questi giorni dalla Puglia, dove una signora cinquantenne racconta che chiedendo il miracolo al magistrato ucciso dalla mafia sarebbe guarita dal cancro.
“Il primo miracolo conclamato – ha aggiunto don Giuseppe Livatino – è una guarigione improvvisa, inspiegabile dal punto di vista medico e definitiva. E’ ormai da tredici anni che pè avvenuto questo fatto prodigioso. Il secondo evento miracoloso è un fatto ancora sotto osservazione perché non abbiamo finora ricevuto la certificazione medica della signora che ci ha raccontato telefonicamente della sua guarigione”.
“Speriamo vada a finire bene il processo di beatificazione per Rosario, io ci credo, sarebbe un riconoscimento importante”, ha detto ieri commossa la professoressa Ida Abate, insegnante di Livatino al liceo classico di Canicattì. “Del resto – ha aggiunto – la chiesa presenta attraverso i santi dei modelli. E credo che oggi la giustizia e la società abbiano più che mai bisogno di modelli come lui, di quell’essere e apparire indipendente a cui teneva tanto Rosario Livatino”.