Agrigento, è morto l’editore di Teleacras Giovanni Miccichè

E’ morto stamattina ad Agrigento l’imprenditore Giovanni Miccichè, 72 anni, editore e direttore editoriale di Teleacras. Miccichè è stato vinto da una grave e incurabile malattia. Per molti anni è stato protagonista della vita pubblica siciliana.
Così lo saluta la redazione di Teleacras con un articolo di Angelo Ruoppolo
“E’ morto un padre di famiglia. La sua e la nostra. Teleacras. La morte scava un vuoto, che mai sarà colmato. Giovanni Miccichè vivrà nel ricordo. Uomo solare, che anche la malattia non ha adombrato : la sua espressione distesa, non rassegnata, anzi, tutt’altro. Uomo responsabile, capace di responsabilizzare e comprendere : amante della pace.
Uomo di ingegno, sempre a cavallo, mai trainato ma trainante, cavaliere, combattivo e tenace, sognatore e visionario : il suo brillante esempio di impresa in Sicilia, nel solco del valore dell’ amicizia e fedeltà verso l’amico e socio che lo ha preceduto nel rientro alla casa del Padre.
Uomo di speranza, mai tradita, anche se morsa dalla desolazione del tempo in corso : entusiasta ed entusiasmante, come quando pochi giorni addietro ha scritto : “sono nonno per la sesta volta”. O come quando ad un dipendente, dalla scrittura colorita, scrisse : “hai la fantasia di Rivera. E io sarò il tuo Nereo Rocco”. Uomo di animo e bontà, come quando, alla morte del padre di un dipendente, lo abbracciò così : “considerami un secondo padre, adottivo”. Uomo di ragione, altruista, mai trincerato in se stesso, come quando ha raccontato : “io ho vissuto oltre i 70 anni, ma negli ospedali dove sono stato di recente quanti ventenni, trentenni…”. Il suo rammarico sincero. Lo sconforto che testimonia la tempra di una persona per bene. Uomo fortunato, perché amato dai familiari, perché riconosciuto dagli amici tante volte baciati dalla sua generosità, perché circondato da collaboratori sempre pronti al dovere ed al sacrificio.


Uomo di fede, e, forte della fiducia Cristiana, ha intrapreso da terra il suo viaggio verso il Paradiso. Giovanni è stato consapevole della dolorosa partenza a cui è stato costretto. La sua dedizione verso gli impegni di famiglia e di lavoro è stata il bagaglio dell’ ultima valigia che ha preparato, per essere pronto ad incamminarsi senza ritorno, non tralasciando nulla.
Forse, adesso è stato troppo presto. Improvviso, contro le previsioni. E ciò aggrava la sofferenza in noi, risparmiandola, forse, in te, Giovanni, qualora la malignità del male che ti ha colto avesse imperversato ancora del tempo.
Buon viaggio Giovanni. Si muore solo quando si è dimenticati. E noi, la famiglia, gli amici, Teleacras, non ti dimenticheremo mai. Grazie.”