Mafia, Prefetto Caruso: “Serve riforma Agenzia beni confiscati”

“All’Agenzia nazionale per i beni confiscati, per lavorare piu’ velocemente, serve una riforma. Alcune proposte sono gia’ state fatte. La crisi di governo, pero’, rischia di fare saltare tutto”. Con queste parole del direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata Giuseppe Caruso si e’ aperta oggi la sesta edizione del Festival della Legalita’, l’evento organizzato dalla Zerotre e dall’Associazione Villa Filippina col patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, della Regione Siciliana, del Comune di Palermo, dell’Universita’ degli Studi di Palermo e del Comitato regionale Sicilia del Coni, con la sponsorizzazione di Unicredit e con la media partnership del quotidiano online LiveSicilia.it e dei mensili I love Sicilia e ‘S’. Alla presenza di un folto pubblico di studenti, sul palco di Villa Filippina, gli ospiti si sono alternati al microfono per parlare di legalita’, di lotta alla criminalita’ organizzata e di beni confiscati alla mafia. Su quest’ultimo tema e’ intervenuto Caruso: “L’agenzia – ha detto il prefetto – e’ nata per realizzare una brillante idea di Pio La Torre, e oggi si pone come obiettivo quello di riassegnare ai territori i beni sottratti alla mafia”. Caruso ha spiegato poi che ?soprattutto negli ultimi mesi stiamo agendo in maniera spedita, anche grazie all’ausilio di alcuni istituti. L’ideale sarebbe essere piu’ veloci, ma la crisi di governo rischia di far naufragare la riforma”. Presenti anche il presidente di Libera Umberto Di Maggio, il presidente del Consorzio Sviluppo e Legalita’, Filippo Di Matteo, e Giovanni Chelo, regional manager Sicilia di UniCredit. Di Matteo ha spiegato quale possa essere il ruolo di un amministratore locale nel far si’ che i beni confiscati non deperiscano: “Noi – ha detto dobbiamo attivarci subito – Se guardiamo il numero di beni presenti nel nostro territorio si pensa che sia ad alta densita’ mafiosa. In realta’ non e’ cosi’, ma e’ come tanti altri, ma ha la fortuna di essere oggetto di interesse a livello nazionale”. (Adnkronos)