Parroco Lampedusa: “Mentre si discute qui si muore”

“Mentre si discute qui si muore”. E’ il monito di don Stefano Nastasi, il parroco di Lampedusa che sta celebrando l’affollatissima messa nella chiesa San Gerlando di Lampedusa. “Mentre si dibatte nelle cattedrali del messaggio mediatico tutto sa di ipocrisia, qui si continua a morire -prosegue il parroco di Lampedusa che nei mesi scorsi ha ospitato Papa Francesco- ecco perche’ dobbiamo fermarci e ascoltare il dolore muto e profondo di queste persone”. E poi: “e’ un momento molto triste ma non possiamo rassegnarci e fermarci -dice ancora don Stefano- sono i loro silenzi a gridare e noi dobbiamo ascoltare i loro silenzi per farci ascoltare da chi governa”. “Ancora una volta siamo qui per ricordare i nostri fratelli morti nella traversata. Non avrei mai piu’ voluto farlo, ma purtroppo le vicende della storia ci hanno obbligato a rivivere un nuovo dolore. C’e’ la tentazione forte di voler dire qualcosa e di gridare la rabbia e lo sconforto per cercare risposte a tanti perche’. Ieri ho assistito a una scena che non avrei mai voluto vedere. Sembrava il risultato di una guerra o di un terremoto”.

Don Stefano Nastasi non nasconde la sua rabbia durante l’Omelia: “le loro morti ci coinvolgono perche’ noi cerchiamo di batterci, ma a cosa servono le nostre parole? A chi sono servite le nostre parole e i nostri lamenti se poi siamo testimoni di questa tragedia. Bisogna imparare da Dio l’umilta’ e l’essere l’uno accanto all’altro in questo contesto in cui tutti ci troviamo sulla stessa barca. Serve un cuore ancora capace di compassione, capace di ‘piangere’, come dice Papa Francesco. Non ci vergognamo del nostro dolore”. Poi il parroco ricorda le famiglie delle vittime “che non sanno ancora quello che e’ successo ai loro cari”. E su Lampedusa: “siamo isolani ma non possiamo essere isolati. La nostra comunita’ di Lampedusa tante volte si e’ vista trapassata il cuore dal dolore. Non penso che serva molto da aggiungere, solo una cosa: e’ opportuno che ci svestiamo delle nostre insicurezze”. La chiesa e’ gremita. Centinaia e centinaia di lampedusani stanno assistendo all’Omelia del parroco molto amato dai lampedusani. Anche il piazzale davanti alla chiesa e’ pieno di persone che stanno aspettando di partecipare alla fiaccolata per ricordare le vittime del naufragio.
“E’ il loro silenzio a gridare e noi dobbiamo ascoltare il loro silenzio per farci ascoltare da chi governa”. Lo ha detto il parroco di Lampedusa, don Stefano Nastasi durante l’omelia nella chiesa di san Gerlando dedicata alle vittime del naufragio gremita di fedeli. Don Stefano ha ribadito che “questo e’ un momento molto triste ma non possiamo rassegnarci ne’ fermarci. Dobbiamo imparare da Cristo l’arte del condividere la nostra vita e imparare da lui l’umilta’”. (Adnkronos)
Foto di Elvira Terranova