Chiusura linee ferroviarie in Sicilia, Iacono (Pd): “Intervenga la Regione”

“Negli ultimi mesi stiamo assistendo alla chiusura, mascherata da sospensione, di ben tre linee ferroviarie in Sicilia da parte di Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. Quando chiude una strada ferrata è impensabile, successivamente, ipotizzare una riapertura: motivo per cui bisogna assolutamente impedire che la nostra rete possa essere ulteriormente falcidiata e ridotto davvero ai minimi termini”.
A sostenerlo è Maria Iacono, parlamentare nazionale del Partito Democratico che interviene in ordine alle sospensioni di numerose linee ferroviarie in Sicilia.
“Tra il 2012 ed il 2013 – aggiunge Maria Iacono – sono state sospese all’esercizio la Caltagirone – Gela, la Palermo – Trapani via Milo e la Agrigento – Porto Empedocle, di cui, per altro, abbiamo chiesto tramite DDL presentato alla Camera la sua trasformazione in ferrovia turistica.”
“La linea di intervento appare sempre la stessa: ogni qualvolta vengono individuate criticità strutturali si coglie la palla al balzo per sospendere il traffico ferroviario e quindi spianare la strada all’alienazione delle tratte ferroviarie e delle infrastrutture annesse. Si è appreso, inoltre, che all’elenco potrebbe aggiungersi adesso una quarta linea, ovvero la Canicattì – Licata – Gela la cui chiusura sarebbe data per imminente”.
“Chiudere quest’ultima tratta – evidenzia Maria Iacono – sarebbe assurdo: significherebbe tagliare la Sicilia in due, isolando di fatto la Sicilia del sud dal resto della rete ferroviaria. “


“La scelta di tagliare tutto non convince, in primo luogo perchè non esiste una mobilità alternativa efficiente, specie nel caso dei collegamenti tra Canicattì e Gela, ed inoltre l’apertura del nuovo aeroporto di Comiso potrebbe dare nuovo vigore al traffico ferroviario sull’intera relazione Canicattì – Siracusa”.
“Comprendiamo perfettamente le difficoltà in cui si trova ad operare Ferrovie Dello Stato Italiane – continua Maria Iacono – specie in Sicilia dove ancora si attende la stipula di un contratto di servizio per il trasporto pubblico, ma ci appelliamo al buon senso del gestore della rete, affinchè mantenga in vita l’infrastruttura esistente, costruita con enormi sacrifici ed immense quantità di denaro pubblico.”
“ In tal senso come parlamentare del Partito Democratico, chiedo al Presidente della Regione Rosario Crocetta di occuparsi della questione e di non lasciare morire le ferrovie in Sicilia, già ridotte all’osso tra gli anni ’70 e ’90. Sarebbe un errore imperdonabile, di cui un domani le generazioni future potrebbero chiederci conto e ragione”, conclude Maria Iacono. “