Pd Agrigento: “salta” l’elezione di Sinesio, scintille tra Capodicasa e Panepinto (VIDEO)

“Salta” la rielezione di Pippo Sinesio a presidente dell’assemblea provinciale del Partito democratico di Agrigento. Rinviata di otto giorni – dopo la proclamazione del nuovo segretario e dei delegati – l’assemblea del Pd svoltasi oggi in un hotel di San Leone.
La candidatura di Sinesio era stata riproposta da una trentina di delegati che farebbero a vario titolo riferimento a Panepinto, Moscatt, Lauricella, Scilabra, Lo Bello e i renziani con in testa il sindaco della città dei templi Marco Zambuto.
A chiedere il rinvio, “per trovare una candidatura unitaria”, è stata l’area che fa riferimento ai parlamentari Capodicasa e Iacono.
I numeri parlano di almeno 80 delegati su 220 vicini a Capodicasa, di una trentina vicini a Zambuto e il resto sarebbero quelli vicini ai deputati Panepinto, Moscatt, Lauricella e agli assessori regionali Scilabra e Lo Bello.


L’area vicina a Capodicasa probabilmente tenterà di “spaccare” in assemblea il fronte trasversale che ha determinato la vittoria del neo segretario Peppe Zambito il quale, esordendo in assemblea, ha ribadito la “necessità di costruire un Partito democratico unito, che valorizzi i territori e i rappresentanti di tutti i circoli della provincia”. L’appuntamento è fra otto giorni, potrebbe non essere facile trovare una candidatura unitaria.


Nel corso della prima assemblea “scintille” tra Capodicasa e Panepinto sulle polemiche di questi giorni legate al tesseramento allargato e alle nuove regole del Pd. Zambito, dopo lo scontro tra i due big del partito, ha ripreso la parola per dire che “non sarò un arbitro tra fazioni in lotta, ma un segretario che vuole rilanciare il partito puntando sull’unità con l’impegno di tutti e in particolare di giovani e donne”.
Intanto il Pd agrigentino cambia pelle, insieme ai vecchi comunisti ex Pds e Ds e democristiani ex Ppi e Margherita che poi hanno dato vita al Pd, oggi abbondano ex (?) Pdl, An, Udc, Fli, Mpa Rifondazione comunista, Voce siciliana, Megafono e indipendenti vari. Sembra il partito delle larghissime intese, anche se i componenti – dai big ai militanti – pare non si intendano per niente sulle nuove regole, sulla nuova idea di partito, sull’organizzazione, sulla leadership. Per questo il futuro del “nuovo Pd” appare in questo momento davvero incerto.