Cardellini e merli “detenuti” in casa, denunciato panettiere di Favara

Nel corso della mattinata di ieri, alle ore 10:30 circa, militari della Tenenza Carabinieri di Favara coadiuvati da personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana (Distaccamento Forestale di Agrigento e C.I.T.E.S. di Palermo) unitamente a medici veterinari dell’ASL di Agrigento, hanno effettuato un controllo presso un’abitazione privata di campagna sita in Contrada “Fontana degli Angeli” in uso a due favaresi (padre a figlio).

L’operazione di servizio ha preso spunto da attività info-investigativa successiva ad una segnalazione sulla presenza nell’abitazione di animali appartenenti a specie protette. All’interno e nelle adiacenze dell’immobile è stata effettuata un’accurata ispezione, a seguito della quale è stata rilevata la presenza di numerosi animali allevati in pessime condizioni igienico-sanitarie ed appartenenti a specie protette, quali 32 esemplari vivi di carduelis carduelis (cardellino selvatico), 16 esemplari vivi di serinus serinus (verzellino), un esemplare vivo di turdu merula (merlo), un esemplare vivo di buteo buteo (poiana), 4 esemplari vivi di psephotus haemaatonotus (parrocchetto dal groppone), un esemplare morto impagliato di python molurus (pitone moluro) della lunghezza di circa 3 metri, 11 reti ed arnesi ritenuti mezzi vietati per la cattura di volatili in natura.


Gli animali, dopo essere stati debitamente fotografati, sono stati sequestrati e posti in custodia all’interno di apposite gabbie trasferite presso i locali del Distaccamento Forestale di Agrigento che ne curerà l’affidamento in custodia giudiziale presso idonea struttura della zona.

M.C.P., 39enne, già noto alle Forze dell’ordine, proprietario degli animali sopra descritti, a a specifica richiesta di chiarimenti non è riuscito a fornire agli operanti alcuna documentazione attestante la lecita provenienza degli stessi.

Conseguentemente è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per le fattispecie di reato di detenzione di reti da uccellagione, detenzione di esemplari appartenenti a specie di fauna selvatica legalmente tutelate ed altro, previste dalla legge 157 del febbraio del 1992 (cosiddetta legge sulla caccia).