Cattolica, pensionata morta dopo rapina: badante condannata solo per furto

I giudici della Seconda sezione penale della Corte di Appello di Palermo (presidente Bavetta) hanno condannato a due anni di reclusione, 500 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 30.000 euro, Santa Mulone, la badante di Cattolica, 60 anni, accusata ed assolta in primo grado di aver provocato la morte, dopo averla colpito alla testa, dell’ottantacinquenne Anna Fasulo, alla quale prestava assistenza. La condanna, tuttavia, è stata inflitta per il solo reato di furto e ciò sta a significare che l’appello proposto dai Pubblici ministeri, Ignazio Fonzo e Luca Sciarretta, che contestavano il ben più grave reato di rapina, è stato parzialmente accolto. Il Procuratore generale aveva concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna della Mulone a sette anni di reclusione.


La donna, come detto, in primo grado è stata assolta e scarcerata dopo quasi tre anni di reclusione. Gli avvocati di fiducia, Santo Lucia e Salvatore Salvago stanno valutando la possibilità di presentare appello. Il processo d’appello ha avuto origine grazie al ricorso presentato dai Pubblici ministeri avverso la sentenza assolutoria. Durante il processo di primo grado, il Pm Sciarretta aveva chiesto la condanna a nove anni di carcere. Il Tribunale di Agrigento, allora presieduto da Franco Messina, aveva assolto Santa Mulone, dai reato di rapina aggravata e lesioni personali. La donna era stata accusata di aver colpito con un corpo contundente, forse una tazza da cucina, Anna Fasulo, l’anziana che accudiva, e di essersi impossessata della somma di denaro di 30.000 euro che la vittima aveva prelevato pochi giorni prima dall’ufficio postale. Il fatto si sarebbe verificato a Cattolica Eraclea il 20 marzo di quattro anni fa. La pensionata morì il successivo 16 aprile. La Mulone è stata, però, scagionata dall’accusa di omicidio per la quale era stata sospettata in un primo momento. Una consulenza medica ha, infatti, escluso che la causa della morte dell’anziana fosse da ricondurre al colpo in testa ricevuto. La figlia e il genero della vittima, costituitisi parte civile con l’assistenza dell’avvocato pugliese Michele Vaira, hanno più volte accusato Santa Mulone di narcotizzare l’anziana e di aver cercato di convincerla a intestarle una casa. (grandangoloagrigento.it)