Sicilia, Crocetta: “Adesso la mafia può alzare il tiro”

“La questione Di Matteo ci fa molto preoccupare”. E’ quanto ha affermato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, oggi a Gela, il giorno dopo la devastazione di un assessorato comunale, rispondendo alle domande dei cronisti che gli hanno chiesto se c’e’ un rischio che in Sicilia si ritorni alla stagione stragista del ’92 dopo le minacce di morte che il boss Toto’ Riina ha rivolto ai Pm del processo sulla trattativa Stato-mafia. “Questo e’ un pericolo – ha detto il governatore che da anni vive sotto scorta – che gia’ il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, ha indicato sostenendo che c’e’ il rischio che la mafia alzi il tiro. Non dobbiamo mai sottovalutare il fatto che la mafia puo’ cambiare continuamente le proprie strategie, soprattutto quando si vede lesa negli affari e nei soldi”.


“C’e’ sempre un profilo militare all’interno di Cosa nostra che puo’ esplodere in qualsiasi momento”, ha aggiunto Crocetta ch eha proseguito: “In Sicilia c’e’ una rivolta forte contro il sistema mafioso e per la prima volta, la lotta non riguarda solo quella al crimine in quanto tale, ma comincia a coinvolgere anche per certi aspetti, la pubblica amministrazione. Fino a qualche anno fa, era impensabile che alla Regione, tranne qualche caso eroico finito fra l’altro male, ci fossero funzionari che denunciassero la mafia o la corruzione dentro l’amministrazione. Adesso avviene in modo sistematico e ovviamente anche Cosa nostra e’ tentata a rivedere il meccanismo della propria azione. Si chiede se continuare a fare affari sia sufficiente o deve reagire. Il fatto della condanna esplicita al Pm Di Matteo, fa emergere come ci sia sempre questa possibilita’ tant’e’ vero che io sono stata gia’ una delle persone condannate da Cosa nostra”. E riguardo l’attentato a Gela: “Nessuno si illuda perche’ questi atti intensificheranno la nostra azione di lotta. Sono fiducioso della battaglia che le forze dell’ordine, i magistrati e le istituzioni stanno portando avanti a Gela, dove gli appalti illeciti sono sotto controllo e molte aziende sono state bloccate per la presenza delle informative antimafia in quanto risultate negative. Gela in questa lotta non sara’ lasciata da sola e non e’ sola. Se c’e’ qualche pupo che si e’ messo in testa qualche cosa un po’ strana, sappia che finira’ solo in manette”. (AGI)