Congresso Pd: Renzi vince, Cuperlo attacca: “Matteo non apre fase nuova”



Matteo Renzi ottiene l’attesa vittoria nel voto degli iscritti con il 46,7%, seguito da Gianni Cuperlo con il 38,4%. Lo ha reso noto il responsabile Organizzazione del Pd Davide Zoggia durante una conferenza stampa presso la sede del partito a Roma. “Si tratta di dati ancora ufficiosi – precisa – perché non abbiamo ancora i risultati della totalità dei congressi ma quando li avremo tutti, si tratterà di variazioni non significative”. Al terzo posto Giuseppe Civati con il 9,19% e a chiudere Gianni Pittella con un risultato leggermente sotto il 6%. “Si è votato in 7mila circoli, la partecipazione è stata poco sotto i 300 mila iscritti che hanno votato nei congressi di circolo”. Alcuni congressi sono ancora in corso: si tratta di Asti, Rovigo e Frosinone, “più alcuni circoli sparsi per l’Italia. Ma, ripeto, quando avremo tutti i risultati le variazioni non saranno comunque significative”. Nonostante la chiarezza dei dati, rimane comunque alta la tensione nel Pd, che entra nella terza e ultima fase del congresso, quella che culminerà con le primarie di domenica 8 dicembre. Dal quartier generale di Gianni Cuperlo, la sconfitta di misura nel voto dei circoli viene accolta come un successo. “Mi davano al 5% – ha detto il deputato dem – poi ho fatto un balzo al 14%, infine ho preso il 40%. L’impianto che Matteo Renzi propone, non apre una fase nuova, ma riproduce il ventennio che vorremmo lasciarci alle spalle”.
Secondo Patrizio Mecacci, coordinatore del comitato, “il risultato della mozione è straordinario. Vinciamo in molte grandi città, l’esito politico è di una sostanziale parità tra Renzi e Cuperlo, divisi da solo 11mila voti”. Il risultato di Renzi, attacca Mecacci, è determinato dal voto del sud dove Renzi “ha avuto il sostegno di personalità come De Luca, Genovese, Loiero, Bassolino e Papania. Il voto opaco a favore di Renzi ha avuto punte clamorose in tutta Italia”. A stretto giro la risposta dello stesso Renzi, affidata alla sua bacheca di facebook, che non entra nel merito ma si limita a dichiarare il proprio successo: “Essere nettamente in testa anche tra gli iscritti è un risultato che molti non si aspettavano: bene così, avanti tutta fino alle primarie aperte e libere dell’8 dicembre”. Il capo del comitato elettorale di Renzi, Stefano Bonaccini parla di “un risultato molto importante e significativo, che arriva direttamente dai nostri iscritti”. Opinioni opposte rispetto a quelle espresse dai rappresentanti di altre aree del partito. Secondo il bersaniano Alfredo D’Attorre, “il primo vero riscontro su dati reali ci dice che la partita è assolutamente aperta ed equilibrata. Renzi, il candidato dato per super favorito, non ottiene il consenso della maggioranza assoluta degli iscritti ed è nettamente sotto il 50% dei voti”.
Matteo Orfini, leader dei cosiddetti ‘giovani turchi’ usa più o meno le stesse parole: “La partita è aperta. Cuperlo vince in quasi tutte le principali città e il risultato delle primarie dell’8 dicembre non è affatto scontato”. Nella disputa tra i due schieramenti, si inserisce Pippo Civati, terzo classificato nel voto degli iscritti e quindi in campo come outsider per le primarie dell’8 dicembre: “Stiamo parlando solo di tessere e di percentuali, è tutta una gara tra Cuperlo e Renzi per dire quante federazioni abbiano vinto. Questo interessa a pochi, c’è qualcosa di più rilevante per noi e gli italiani: dovremmo occuparci della situazione drammatica dell’occupazione di questo Paese”. Intanto, finisce la corsa di Gianni Pittella, giunto quarto nel voto degli iscirtti e quindi tagliato fuori dalla disputa verso le primarie: “Complimenti a Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. Sono certo che sapranno confrontarsi nella seconda fase del congresso sulla base delle loro idee per il bene del Partito democratico e dell’Italia. Resta tuttavia l’ombra inquietante di gravi irregolarità e illeciti denunciati in tutti Italia su cui è necessario fare chiarezza”. (9Colonne)