Operazione “Drug Express” , agrigentina arrestata a Siena

C’è anche una 39enne agrigentina tra le persone coinvolte nella imponente operazione antidroga denominata “Drug Express” portata a termine alle prime luci dell’alba di oggi dai carabinieri della compagnia di Poggibonsi, in provincia di Siena.
L’operazione ha consentito di disarticolare quella che viene ritenuta dagli investigatori una vasta associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con ramificazioni in Spagna, Svizzera ed Italia.


Sulla base delle risultanze investigative, a richiesta del Procuratore Distrettuale Antimafia di Firenze Angela Pietroiusti, il Gip del Tribunale di Firenze David Monti ha emesso 31 misure custodiali così suddivise: 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere; una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; 4 mandati di arresto europeo. Sono state eseguite circa 40 perquisizioni domiciliari. L’operazione, al momento, ha consentito l’arresto di 22 persone. Altri cinque soggetti sono attivamente ricercati sull’intero territorio nazionale. Quattro soggetti attivamente ricercati in Spagna. L’indagine ha visto coinvolte 45 persone così suddivise: 14 italiani; 25 dominicani; 4 africani; un cubano; unalbanese.
L’attività investigativa ha consentito, secondo la ricostruzione degli investigatori, di mettere in luce una vera e propria organizzazione criminale transnazionale con basi in Spagna ed in Italia, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Lazio, Liguria e Veneto, composta prevalentemente da sudamericani, italiani e nigeriani che importava partite di cocaina direttamente dalla Repubblica Dominicana per poi distribuirla in Europa, e segnatamente Spagna, Italia, Svizzera e Grecia attraverso una fitta rete di corrieri. La cocaina veniva importata dalla Spagna e successivamente smistata per mezzo di corrieri, in prevalenza donne, chiamate dai trafficanti “galline”, che per poche centinaia di euro ingoiavano numerosi ovuli, riuscendo a trasportare anche un chilo di stupefacente per volta. Durante l’operazione sequestrati circa 3 chili di cocaina e ricostruito un mercato molto più ingente che avrebbe fruttato agli organizzatori circa 300.000 euro l’anno, denaro che, secondo le accuse, veniva fatto circolare tra Santo Domingo, Barcellona, ed Italia, attraverso lo strumento dei Money Transfert. Proprio nella provincia di Siena, ritenuta tranquilla e decentrata, era stato costituito uno snodo fondamentale per lo smistamento della droga grazie anche alla saldatura che si era creata tra un gruppo di cittadini dominicani e nigeriani, residenti da tempo in Toscana, e soggetti locali, alcuni dei quali totalmente insospettabili, che si sarebbero occupati dello spaccio nella zona.