Mafia, pentito Giuffrè: “Lima e Mannino erano referenti di Cosa nostra”

“Salvo Lima era il referente ufficiale di Cosa nostra a livello provinciale del nostro mandamento a Palermo. Lui faceva parte della corrente andreottiana, c’erano anche altri personaggi importanti come i cugini Salvo e Ignazio Salvo e Vito Ciancimino. Poi c’erano pure altri personaggi importanti, come Mannino per l’agrigentino”. Lo ha detto il pentito di mafia Antonino Giuffre’, ex braccio destro del boss Bernardo Provenzano deponendo al processo per la trattativa tra Stato e mafia, in corso davanti alla Corte d’assise di Palermo. Durante la sua deposizione, in videocollegamento da una localita’ segreta, Giuffre’ ha poi ribadito quanto gia’ in altri interrogatori resi in passato sul voto di Cosa nostra negli anni ’80: “Fino al 1987 il voto di Cosa nostra era stato sempre indirizzata alla Democrazia cristiana, dall’87 in poi c’e’ stato un cambiamento di rotta. E questo me lo ricordo perfettamente, perche’ se ne parlo’ in Commissione provinciale di Cosa nostra presieduta da Riina. Non si doveva piu’ votare per la Dc ma per il Partito socialista, qualche altra frangia di Cosa nostra per il Partito radicale di Pannella”. “All’interno del mandamento abbiamo incontrato delle difficolta’ perche’ erano stati intrapresi discorsi locali con esponenti della Dc, c’erano delle difficolta’, insomma si facevano cattive figure nei confronti dei Dc che si erano appoggiati e a cui veniva a mancare il nostro appoggio – spiega ancora Giuffre’ – Si intravedeva inaffidabilita’ da parte di Lima e di altri esponenti Dc che noi avevamo appoggiato nel tempo. E’ scattato in queste elezioni quello che negli ultimi anni era maturato, cioe’ togliere l’appoggio politico di Cosa nostra alla Dc cercando dei punti di appoggio piu’ solidi. Successivamente Bernardo Provenzano non era per nulla d’accordo con questa scelta di Riina. Discorso che mi ha fatto personalmente Provenzano”. (Adnkronos)