Sanità, Zambito (Pd): “La radioterapia non parte ad Agrigento, perché?”

“La radioterapia non parte ad Agrigento. Perché?”. A chiederlo è il segretario provinciale del Pd Peppe Zambito.

“La radioterapia – spiega Zambito in un comunicato – è un trattamento che utilizza le radiazioni per curare prevalentemente i tumori. Sovente la radioterapia non opera da sola, ma in comune con altre terapie come la chirurgia, la chemioterapia e l’ormonoterapia. L’Asp di Agrigento ha avuto un finanziamento dalla comunità europea per costruire il reparto, il bunker, la macchina per produrre le radiazioni e gli accessori necessari. La gara è stata espletata dall’Asp di Agrigento, già in primavera, e si è conclusa con esito positivo. Per motivi incomprensibili non partono ancora i lavori, non si comprende cosa si aspetta. Oggi per fare queste terapie occorre andare fuori Agrigento, a Palermo, Catania o – se ci sono lunghe lista d’attesa – al nord (per 10 minuti di trattamento a giorni alterni).

La Provincia di Agrigento – aggiunge Zambito – è un’area geografica in cui risiedono circa 450 mila abitanti, scoperta da Servizi Oncologici con Radioterapia. Al di là delle valutazioni economiche, è chiaro che quest’opera si pone come un’iniziale misura contro la mobilità intra- ed extra- regionale, che caratterizza negativamente i pazienti agrigentini e può alla lunga risultare polo di attrattiva di mobilità attiva.

Il problema della migrazione ospedaliera è molto grave poiché determina un’enorme spesa sanitaria sociale aggiuntiva, ed i disagi annessi e connessi ai viaggi della speranza, gettano inevitabilmente le basi per la nascita di diseguaglianze assistenziali tra chi può permettersi di “vivere” fuori e chi no (consideriamo che un trattamento di radioterapia standard dura in media trenta sedute da effettuarsi dal lunedì al venerdì).

Secondo i dati dello studio Eurocare-3, globalmente, malgrado la mobilità, un paziente oncologico siciliano ha il 14 per cento di probabilità in meno, rispetto ad uno emiliano per esempio, di sopravvivere cinque anni dalla diagnosi. Ciò significa – conclude Zambito – che la stragrande maggioranza dei pazienti non riesce ad accedere alle cure, costituzionalmente garantite.

Oggi, 29 novembre, incontrerò il commissario dell’ASp di Agrigento, dott. Salvatore Messina, per affrontare la problematica ed individuare le azioni opportune per una rapida risoluzione”.