Discarica Siculiana, nuove accuse di Marino: “Basta alla prepotenza di Catanzaro”

“Ritengo che la tracotanza assunta da gestori privati di discariche, non esercenti una mera attività di impresa, ma concessionari di un servizio pubblico, spesso in regime di monopolio nei territori di pertinenza, abbia superato ogni limite, che questa amministrazione, a differenza del passato, non e’ disponibile ad accettare”.
Lo ha scritto in una nota l’assessore regionale all’Energia, Nicolò Marino, riferendosi al gruppo Catanzaro Costruzioni Srl dell’imprenditore Giuseppe Catanzaro, vice presidente di Confindustria Sicilia, che nei giorni scorsi ha preannunciato una querela proprio nei confronti del componente della giunta Crocetta. “Chiuderemo presto con il passato – ha aggiunto Marino – non accadrà più che l’amministrazione della cosa pubblica in Sicilia determini condizioni di oligopolio o monopolio privato nel ‘pubblico servizio’ della gestione delle discariche: anzi, si stanno valutando gli atti amministrativi che hanno scelleratamente consentito questa anomalia del sistema. Per il presente non potranno più essere mantenute in Sicilia discariche non dotate di impiantistica secondo quanto previsto dalle direttive comunitarie esistenti, pena la revoca delle autorizzazioni rilasciate”. Il gruppo Catanzaro gestisce la discarica di contrada Matarana tra Siculiana e Montallegro.
“Questa Amministrazione – ha detto l’assessore Marino – è ben a conoscenza che nel lontano 1995 la Catanzaro Costruzioni s.r.l. ebbe ad aggiudicarsi il servizio per la gestione della discarica di Siculiana in associazione temporamea di imprese con la Forni ed Impianti industriali Ing. De Bartolomeis S.p.a. di Milano (l’unica in possesso dei requisiti per la partecipazione alla gara), questa ultima coinvolta successivamente nell’inchiesta “Trash” della DDA di Palermo, per vicende connesse alla turbativa d’asta in gare per discariche, depuratori ed altri impianti di smaltimento, inchiesta culminata finanche nell’arresto del suo direttore generale, Massimo Tronci, per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, risultato in rapporti di affari con Riina Salvatore, Buscemi Antonio, Lipari Giuseppe, Virga Vincenzo, Nania Filippo, Brusca Giovanni e Siino Angelo”.


“Questa Amministrazione – ha aggiunto Marino – è ben a conoscenza della partecipazione della Catanzaro Costruzioni S.r.l. alla gara dei Termovalorizzatori nella quale, come sottolinea il T.A.R. Palermo nelle sentenze del 7/30 maggio 2013 nn. 1197/2013, 1199/2013, 1193/2013: “… nel caso concreto, che l’intera procedura è stata condizionata ab origine, da un illegittimo accordo tra le imprese partecipanti per la spartizione territoriale del servizio e per la formulazione di offerte dai contenuti certamente pilotati e non frutto di libere valutazioni di carattere imprenditoriale. In un contesto del genere, qualsiasi prospettiva di libera concorrenza è, di per sé inesistente o fortemente vanificata, con il risultato che l’amministrazione pubblica non può accollare sulle sue spalle, e, giocoforza, su quelle dei contribuenti, la spesa necessaria per lo svolgimento di un servizio di fondamentale importanza per la collettività. E’, con tutta evidenza, il frutto non solo di un sicuro scambio di informazioni, ma addirittura di una preparazione a tavolino del concreto contenuto delle singole offerte, limato al punto tale da non lasciare scoperto neanche uno dei 25 ATO presente sul territorio, evitando, al contempo, l’intersezione delle offerte medesime”.