Giornalisti, Ordine e Assostampa Sicilia: “Grave comportamento Crocetta”

A distanza di un anno dalla decisione del presidente della Regione Rosario Crocetta, di licenziare i 21 giornalisti dell’ufficio stampa della Regione, l’Ordine regionale dei giornalisti di Sicilia e l’Assostampa, in una conferenza stampa, hanno sottolineato “il grave comportamento di maleducazione istituzionale del governatore che ha mostrato disprezzo per gli organismi di categoria, negandosi al confronto, continuando a confondere comunicazione e informazione, e proseguendo ad inviare comunicati di suo pugno, o scritti dai suoi assessori, malgrado alla Procura di Palermo sia aperto un fascicolo per esercizio abusivo della professione e Ordine e Assostampa abbiano presentato altri due esposti per omissione d’atti di ufficio”.


“E’ davvero uno scandalo – hanno affermato i rappresentanti di Ordine e sindacato Riccardo Arena e Alberto Cicero – come la nostra Regione sia l’unica in Italia senza un ufficio stampa e che proprio il presidente Crocetta, che si e’ eretto a paladino della legalita’, non rispetti precise disposizione di legge”. L’Ordine e l’Assostampa siciliana hanno sollevato, dunque, nuovamente il caso e hanno fatto il punto della situazione sulle denunce e i procedimenti in itinere. I rappresentanti dei due organismi di categoria hanno presentato un dossier (consultabile sul sito http://www.assostampasicilia.it/pdf/21-sono-troppi.pdf) dal titolo “Tutte le bugie di Crocetta sull’ufficio stampa della Regione” con il quale, carte alla mano, hanno voluto smentire il presidente su tutte le sue esternazioni sulla vicenda. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il presidente dell’Assostampa Sicilia Daniele Billitteri, il vice segretario nazionale della Fnsi Gigi Ronsisvalle e, in videoconferenza da Roma, il segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi. Il segretario nazionale del sindacato Franco Siddi ha ribadito come “la questione, unica nel suo genere in Italia, e’ ormai diventata di portata nazionale e proprio la prossima settimana sara’ di nuovo affrontata con il conforto dei legali dopo che la vicenda e’ adesso passata all’esame della Corte Costituzionale, investita del caso dai giudici di Palermo”. ” “Mi auguro che anche stavolta – ha concluso Ronsisvalle – il presidente non tiri in ballo presunte minacce o pressioni di carattere mafioso”. Su questo aspetto Arena ha sottolineato come “la categoria negli ultimi decenni ha pagato un caro prezzo, in termini di vite umane, alla criminalita’ organizzata e questo il presidente dovrebbe saperlo, anche se non ha nemmeno accolto il nostro invito a visitare la sede dell’Ordine, sorta in un immobile confiscato alla mafia”. (ANSA)