Incidenti lavoro: operaio morì nell’Agrigentino, due condanne

Confermata in Corte d’appello la sentenza di prima grado relativa al processo sul crollo di un edificio di Torre di Gaffe a Licata (Agrigento) che nel 2006 costo’ la vita all’operaio romeno Mircea Spiridon, 32 anni. Inflitti 3 anni di reclusione all’imprenditore palmese Antonio Di Vincenzo (in primo grado il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ezio Damizia l’aveva condannato ad una pena di 4 anni e 2 mesi) e un anno all’ingegnere Vincenzo Marchese Ragona. Tutti sono accusati a vario titolo di omicidio colposo e disastro colposo.


Marchese Ragona e’ stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di 100 mila euro. Spiridon rimase sepolto’ dal crollo di una palazzina di cinque piani durante alcuni lavori di ristrutturazione. Di Vincenzo e’ il titolare dell’impresa che stave eseguendo i lavori, mentre Marchese Ragona era il direttore dei lavori. Di Vincenzo disse ai soccorritori che nessuna delle persone che lavoravano per lui era rimasta coinvolta quando e’ avvenuto il crollo. Il giorno seguente una donna si presento’ ai carabinieri di Licata, per presentare una denuncia di scomparsa del marito, Mircea Spiridon, raccontando che lavorava in quel cantiere al nero e senza permesso di soggiorno. (AGI)