“Appello per la cultura” della Brandara: “I privati investano sul territorio”



“La dura crisi economica che ha messo in ginocchio le famiglie e reso emergenziale la situazione degli enti pubblici porta a ritenere superflue le spese per la cultura”. Lo scrive in una nota il presidente del Consorzio agrigentino legalità e sviluppo Mariagrazia Brandara.
“Una visione pericolosa e miope che rischia di arrecare, nel prossimo futuro, danni irreparabili al nostro territorio. La morte di teatri e associazioni culturali – prosegue la nota – significherebbe l’inaridimento delle risorse creative tanto utili in una provincia di arte e cultura come quella agrigentina. Strutture come il Teatro Pirandello o il Teatro Regina Margherita o realtà private coraggiose come il Teatro della Posta vecchia non possono e non debbono essere lasciati morire per mere questioni economiche, né si possono abbandonare imprenditori e sindaci al loro destino, lasciandoli a farsi totalmente carico di un bene comune.
Preoccupazioni che rivolgo, essendo tra i promotori insieme ad Enzo Sardo della nascita dell’università agrigentina, anche al futuro del Cupa, fucina di intelligenze e di sviluppo per il nostro territorio che sta attraversando un periodo di incertezza economica.
Per questo – aggiunge la Brandara – chiedo con forza che la Regione si faccia carico in sede di votazione della legge di stabilità di sostenere il comparto della cultura, uscendo dalle logiche della distribuzione clientelare e “sprecona” delle risorse e garantendo, però, un sostegno reale a chi punta sulla qualità. Al fianco del pubblico, però, devono esserci anche i capitali privati. Il mio appello – conclude l’ex sindaco di NJaro – è rivolto alle realtà produttive, penso ad esempio agli istituti di credito: reinvestano sui territori attraverso le fondazioni una parte degli utili creando cultura. Se è vero che sarà la bellezza al salvare il mondo l’arte e la cultura potranno dare conforto ad una terra tanto spesso mortificata”.