Legge stabilità, Iacono (Pd): “Svolta per i precari siciliani”

“L’accoglimento da parte della Commissione bilancio, del subemendamento con il quale si chiede una deroga, ai fini della proroga dei rapporti, ai vincoli stringenti previsti dal comma 9 dell’art. 4 del decreto legge 31 agosto 2013 n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013 n. 125 (c.d decreto D’Alia),rappresenta un punto di svolta nella vicenda dei precari Siciliani della Pubblica amministrazione.”
“Mi sento di poter affermare che grazie al subemendamento abbiamo scritto una bella pagina al lavoro parlamentare fin qui svolto sulla questione dei precari siciliani che mi ha vista impegnata costantemente per la giusta risoluzione del problema”.

Lo ha dichiarato la Parlamentare del partito democratico, Maria Iacono che unitamente al parlamentare Angelo Capodicasa ha presentato il subemendamento in commissione bilancio.

“Il testo del subemendamento”, ha aggiunto la parlamentare agrigentina, ”consente lo slittamento al 31 dicembre 2014 del termine per procedere alla ricognizione dei comuni in grado di stabilizzare e comporre le liste regionali dei precari e di fatto garantisce anche la proroga dei contratti ai precari dei comuni che, avendo sforato il patto di stabilità, non sarebbero stati nelle condizioni di farlo”.
Maria Iacono, ha inoltre aggiunto,” senza le misure correttive contenute nel nostro sub- emendamento ,lo sforzo , meritorio e coraggioso del Governo attraverso la presentazione del proprio emendamento non avrebbe raggiunto gli obbiettivi attesi con la conseguente e drammatica prospettiva di una inevitabile ed irreversibile espulsione di moltissimi lavoratori dai circuiti occupazionali”.

“Mi sento di esprimere la mia personale soddisfazione per il lavoro che abbiamo fin qui svolto con l’on. Angelo Capodicasa ed i colleghi parlamentari eletti in Sicilia.”
“Attendiamo fiduciosi l’approdo della Legge di stabilità in aula con la certezza che grazie al nostro provvedimento daremo un minimo di serenità a tutti quegli uomini e quelle donne che per decenni hanno rischiato di perdere il diritto al lavoro e la speranza nel futuro”.