Forconi, Ferro: “Governo affronti seriamente disagio sociale”



“Non vorrei che il Governo prendesse spunto dalla scarsa partecipazione alla manifestazione di ieri per pensare che la realta’ e’ questa: no, la realta’ e’ la grande partecipazione sulle strade, a Torino, nonostante anche qui l’infiltrazione dei facinorosi. Il disagio c’e’, c’e’ tutto, e quindi credo e spero che il Governo affronti seriamente questa crisi mettendola sul tavolo”. Lo ha detto Mariano Ferro, uno dei leader del movimento 9 dicembre che appoggia la protesta dei “forconi”. “E’ andata male, la manifestazione di ieri a Roma, ma d’altronde era prevedibile – ha aggiunto -. Le rabbie sono uguali ma quando si mischiano persone che non c’entrano nulla, occorreva dissociarsi obbligatoriamente”. “Intendo dire che non si possono mischiare gli estremisti con le persone che si alzano alle 4 di mattina e o non ha un lavoro o se ce l’ha non guadagna, oppure ha chiuso la sua attivita’ o ha perso il lavoro. – ha aggiunto Ferro – Questa gente ovviamente non c’entra nulla con le frange estremistiche e, sapendo che invece era stata aperta la porta a queste organizzazioni e’ stato un motivo di dissuasione sulla partecipazione. E dal Veneto e dalla Sicilia non e’ venuto nessuno. E infatti si e’ visto il risultato coi numeri risibili che sappiamo”. Ferro insiste pero’ che il Governo deve affrontare seriamente il disagio:”anche se a guardare la la legge di stabilita’, mi sembra non ci sia la volonta’ di risolvere i problemi e far ripartite l’economia”. “A chi ci accusa di essere un movimento piu’ di protesta che di proposta, io replico: cosi’ come si fa a difendere il made in Italy, da Nord a Sud c’e’ il deserto della produzione. – ha detto ancora Ferro- Come si fa a difendere il lavoro delle piccole e medie imprese che soprattutto nel Nord-Est erano un fiore all’occhiello? Come si fa a difendere il lavoro che viene dall’agricoltura? Letta dice: ‘non sfasciamo i conti’. Ma i conti li sfasciamo se non guardiamo a tutto questo, se non facciamo ripartire il lavoro e l’economia sfasceremo sempre di piu’ i conti. Un’Italia che subisce non puo’ pagare l’Iva, non puo’ pagare le tasse. Non possiamo guardare soltanto ai conti perche’ l’Europa di fatto ci ha commissariati. Dobbiamo pensare a come far ripartire l’economia”. (ANSA)