Sicilia: i deputati si tagliano lo stipendio, approvata legge all’Ars

L’Assemblea regionale siciliana ieri in serata ha votato il ddl sulla spending review. Il provvedimento ha ottenuto 57 voti favorevoli su 58 deputati presenti in Aula e un contrario (Giovanni Greco del Partito dei siciliani).


Assenti gli onorevoli del movimento Cinque stelle che hanno lasciato la seduta. “Prendetevi questi trenta denari e sancite il tradimento operato verso i siciliani”, ha detto il grillino Francesco Cappello deputato. In pratica, questo taglio ai costi della politica stabilisce innanzitutto il tetto massimo per lo stipendio dei parlamentari a 11.100 euro lordi in luogo di circa 17.000. L’indennita’ e la diaria spettante ai deputati, invece, subira’ la variazione dell’indice Istat del costo della vita. Il parlamento, inoltre, individuera’ le cariche interne a cui spettera’ un’indennita’ di funzione nei limiti di 2.700 euro lordi mensili. Al presidente della Regione e a quello dell’Ars spettera’ un’indennita’ mensile lorda equivalente.
Stop a legge voto apertura dei casino’ Palermo e Taormina Tagli piu’ soft rispetto a quanto previsto dal decreto Monti, in nome dell’autonamia della Regione Siciliana. Mentre viene confermato l’aggancio al Senato. E ancora: ai parlamentari regionali nominati assessori e’ attribuita un’indennita’ aggiuntiva per la carica di assessore pari a quella di funzione che spetta al presidente di commissione legislativa permanente dell’Ars. Agli assessori regionali che non siano deputati spetta un trattamento economico omnicomprensivo di 11.100 euro lordi. La norma esclude espressamente la contribuzione in favore di partiti o movimenti politici.
Stop a legge voto apertura dei casino’ Palermo e Taormina Definito l’allineamento a quanto stabilito in conferenza Stato-Regioni per quanto concerne le spese dei gruppi parlamentari che da 2400 mensili passano a 700 mensili per deputato. Viene reintrodotto l’assegno di solidarieta’ in favore dei deputati regionali, uno dei privilegi piu’ criticati: a fine mandato i parlamentari percepiscono un assegno pari a un dodicesimo dell’indennita’ lorda per ogni anno di mandato che corrisponde a poco piu’ di seimila euro l’anno. Sala d’Ercole ha anche approvato all’unanimita’, con 52 voti favorevoli, i disegni di legge sulla riforma dell’Irfis e dei Confidi. Altro punto all’ordine del giorno la legge voto sull’apertura dei casino’ a Palermo e Taormina, stoppata dall’Ars al fine di evitare un varco legislativo. (ilVelino)