Porto Empedocle, i sindacati: “Basta ostracismo a lavoro e sviluppo”



“Le gravi difficoltà che si frappongono agli investimenti di Enel dopo l’annosa vicenda di Porto Tolle riguardano le realizzazioni di due piccoli ma significativi progetti nel sud d’Italia aggravati da sconcertanti decisioni del tribunale amministrativo e delle burocrazie”. Lo scrivono in un comunicato le segreterie nazionali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil in una nota congiunta. “E’ indispensabile- scrivono i sindacati- un intervento incisivo del governo che metta fine a questa situazione”, in riferimento allo stop amministrativo per la centrale a biomasse del Mercure in Basilicata e al “no” del consiglio comunale alla conversione a turbogas della centrale di Porto Empedocle ad Agrigento. “Due progetti di sviluppo sostenibile al servizio del Paese e dell’Ambiente incagliati sugli scogli occulti della burocrazia. E’ paradossaleche queste occasioni di sviluppo vadano sprecate proprio nel Sud ove maggiormente incide la crisi e il numero dei disoccupati è di gran lunga superiore alla già drammatica media nazionale”.
“In questo Paese dove da 25 anni manca un piano energetico nazionale, dove manca vera programmazione energetica e certezze autorizzative, nessuno vuole più investire. Il Sindacato da diverso tempo, e ultimamente anche assieme ad Assoelettrica e Federutility, chiede al Governo di istituire una Cabina di Regia o quantomeno un organismo dove analizzare e programmare. Purtroppo però fino ad oggi non si è mosso niente e soprattutto si chiudono impianti senza modernizzazione. La nostra azione sindacale – precisano le tre federazioni di settore -sarà continua e pressante, sia nei confronti di Enel sia a tutti i livelli decisionali, perché’ non si abbandoni il territorio e non si rinunci a sviluppare i progetti in Italia. Continueremo – conclude la nota sindacale – a sostenere politiche di investimenti e occupazionale e a lottare affinché questa sia pienamente coerente con una moderna visione dell’industria e dell’ambiente. Chiediamo in primis sulle emergenze del Mercure e di Porto Empedocle un immediato intervento del Governo insieme ad una convocazione delle parti sociali”.