Agrigento, presepe dietro le sbarre realizzato dai detenuti-studenti del Petrusa

I detenuti-studenti della Casa circondariale Petrusa realizzano il loro presepe. “Ero carcerato e siete venuti a visitarmi” (Mt 25,36). È questo il messaggio evangelico che ha ispirato la costruzione del presepe presso la
Casa Circondariale Petrusa di Agrigento ad opera dei detenuti che frequentano i corsi scolastici del Centro Territoriale Permanente “Salvatore Quasimodo” di Agrigento e dell’Istituto professionale per i servizi alberghieri e ristorativi “Gaspare Ambrosini” di Favara.
Il presepe è stato realizzato grazie alla pronta collaborazione della Direzione, del Comando, degli Agenti di polizia penitenziaria e dell’Area Trattamentale che operano all’interno della Casa Circondariale e grazie al contributo dell’associazione di volontariato “Società di San Vincenzo de’ Paoli” di Favara.
Il Presepe parteciperà anche al concorso “Il tuo presepe al Museo Diocesano” indetto dal Museo Diocesano di Agrigento per le scuole della Diocesi, per volere dare all’esterno il segnale di una realtà scolastica viva e partecipe anche se ristretta tra mura e sbarre.
Gli Istituti S. Quasimodo e G. Ambrosini, presenti all’interno del penitenziario da diversi anni, offrono, con i loro corsi di alfabetizzazione, licenza media e scuola secondaria, una reale opportunità di riscatto e reinserimento sociale.
L’insegnamento delle discipline diventa infatti per i detenuti-studenti veicolo di legalità e via di “fuga” dalla monotonia della routine detentiva. La strada che porta a Bethlemme passa dunque anche dal carcere Petrusa dove, tra
mille difficoltà, vivono detenuti di diversa provenienza e nazionalità.
Nella diversità delle culture e delle esperienze di vita, i detenuti volgono così il loro sguardo verso la grotta di Bethlemme proiettando al di là delle sbarre le loro speranze per un avvenire migliore.