Contratti da colf all’Ars, Ardizzone: “Danno immeritato”



Non si da’ pace il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che recentemente aveva avvertito i deputati dell’importanza di dare all’esterno segnali nuovi e positivi. Solo poco tempo fa aveva incassato con soddisfazione il recepimento da parte dell’Assemblea del decreto Monti con il conseguente taglio alle buste paga dei deputati, quando ecco lo scivolone: l’applicazione dei contratti da ‘colf’ da parte di alcuni deputati per non perdere i contributi per i ‘portaborse’, 3180 euro al mese. “Questa vicenda ci ha additati al pubblico ludibrio nel resto d’Italia – ha detto con amarezza un contrariato Ardizzone, nel giorno della commemorazione del presidente delle ‘carte in regola’ Piersanti Mattarella – e non ce lo meritavamo”.
Si e’ offerta una sponda, secondo Ardizzone, “a chi voleva biasimare la Sicilia. A qualcuno non va giu’ assolutamente che l’Isola sia in regola per quanto riguarda l’allineamento alle altre regione. Le esternazioni infelici di una deputata hanno fatto il danno immeritatamente”. La deputata in questione, Alice Anselmo (Udc), ha parlato nei giorni scorsi di clima da “caccia alle streghe”, ha assicurato di avere messo a contratto il 30 dicembre un addetto alla segreteria (780 euro lordi mensili) e un assistente personale amministrativo (1.660 euro), entrambi a tempo indeterminato.


Ma nel rendere pubblici i contratti ha fatto emergere, nero su bianco, l’esplicito riferimento al “Contratto nazionale di lavoro prestatori lavoro domestico”. Contratto peraltro rinnovato di recente nel tavolo nazionale, il primo luglio 2013, e che all’articolo 1 spiega chiaramente che si applica “ai prestatori di lavoro, anche di nazionalita’ italiana o apolidi, comunque retribuiti, addetti al funzionamento della vita familiare e delle convivenze familiarmente strutturate”. Cosi’, molti hanno ironizzato sulla prodigalita’ di ‘mamma Regione’. Anselmo, uscita allo scoperto, non sarebbe l’unico caso. La situazione singolare e’ conseguente alla legge che ha ridotto sensibilmente le buste paga dei deputati e imposto una stretta sui dipendenti dei gruppi e dei singoli onorevoli; risparmi, pero’, vigenti dalla prossima legislatura, mentre in questa sono fatti salvi i contratti in vigore al 31 dicembre. (AGI)