“Il filo narrante”: donne di Lampedusa, donne del mondo



L’Associazione di promozione sociale e culturale di Lampedusa “IL GIGLIO MA filRINO rende omaggio alle
donne lampedusane, e al Sindaco Giusy Nicolini che le rappresenta, organizzando l’evento “Donne: voci di
altre, voci nostre”: una giornata dedicata alla donne migranti morte in mare, insieme ai loro bambini, alle
donne di tutto il mondo che ogni giorno subiscono persecuzioni, maltrattamenti e violazioni dei diritti e alle
donne di Lampedusa e Linosa, simbolo di accoglienza e grande risorsa del Mediterraneo.
Durante la serata del 6 gennaio sono stati presentati ed esposti gli elaboratori del progetto interculturale
“IL FILO NARRANTE” , rivolto a donne lampedusane e donne di diversa cultura che vivono sull’isola.
IL Filo Narrante, ideato e realizzato dalla stessa Associazione si è configurato come uno spazio aggregativo,
creativo, narrativo ed espressivo con la finalità di condividere idee, emozioni, sentimenti, stati d’animo,
storie di vita.


Le donne isolane, attive, piene di grinta e di potenzialità sono riuscite a coinvolgere nel laboratorio diverse
donne straniere che vivono sull’isola, realizzando, insieme a loro, bambole di stoffa che rappresentano le
donne di tutto il mondo, in particolare quelle sbarcate a Lampedusa e quelle che appartengono a paesi nei
quali i diritti vengono ancora violati. Sono stati coinvolti anche i bambini, figli delle donne partecipanti al
laboratorio, che hanno elaborato disegni, favole illustrate e cartelloni legati alle varie culture di
appartenenza delle bambole realizzate.
Insieme alle altre bambole multietniche sono state ideate due bambole speciali: la prima è la donna
isolana,realizzata con il pancione e con i bagagli in mano per ricordare al mondo che nelle piccole isole
molti diritti vengono violati. “Le donne lampedusane e linosane – spiega Caterina Famularo, presidente del
Giglio Marino- non solo sono costrette a partorire altrove i loro figli perché manca una struttura sanitaria
adeguata ma sono continuamente “gravide” di sogni che non possono realizzare sull’isola.I bagagli indicano
i continui “viaggi” in città per vari motivi( problemi di salute, motivi di studio, ricerca di un lavoro, per
garantire un futuro ai figli) ma anche i continui viaggi metaforici alla ricerca di una condizione esistenziale
migliore che non le renda invisibili e senza voce”.
Tutte le bambole, alcune posizionate su una piccola barca, altre su una piazza che simboleggia l’Agorà del
dialogo e dell’accoglienza, sono legate da un unico filo che finisce tra le mani della donna che rappresenta
Lampedusa e tutte le donne che a quest’isola sono legate: Giusy Nicolini.
La bambola che rappresenta il Sindaco delle Pelagie,tiene il filo dell’intera rete creata tra tutte le altre
bambole e questo filo regge un aquilone.
“Il filo che regge l’aquilone – continua Famularo – è un filo che ha il peso e la responsabilità di tutti gli altri
fili delle rete; se un solo filo si spezza, tutta le rete si rompe e l’aquilone cade ma se ognuno tiene il filo la
rete diventa forte e chi tiene l’aquilone può farlo volare. E’ questo il senso del filo narrante. Le donne di
Lampedusa conferiscono forza al filo e tengono unita la rete con il loro esempio di accoglienza, con il loro
spirito di sacrificio e con la loro capacità di resistere alle sfide della vita. E lei, Giusy Nicolini è la voce di
tutte le donne, è la voce di questo filo narrante: ogni volta che la storia parlerà di lei e di Lampedusa, di
riflesso, parlerà di NOI, donne isolane dal cuore grande. Per questo dedichiamo a lei e a tutte le donne
lampedusane e linosane questa progetto interculturale e questa mostra di bambole di stoffe.”
All’evento, oltre ai numerosi convenuti, hanno partecipato le autorità civili e militari, il Sindaco Giusy
Nicolini, il vice sindaco Damiano Sferlazzo e gli assessori, la vice preside dell’Istituto Comprensivo di
Lampedusa, Elisa Cappello e il corpo docenti, la Guardia Costiera, la Guardia di Finanza, la Croce Rossa e
Fanus, la ragazza eritrea superstite del naufragio del 3 ottobre.
“Sono commossa per questo omaggio – dice Giusy Nicolini nel suo intervento rivolto ai partecipanti – vorrei
che questo filo si estendesse ad altri, ad altre associazioni, ad altre realtà locali perché sono le relazioni
umane quelle di cui tutti abbiamo bisogno. Donne isolane, che siete grande forza di queste isole, non
lasciate mai questo filo, non lasciate sola il sindaco. Fate volare l’aquilone insieme a me”.
Dal 7 al 9 gennaio l’Associazione “IL GIGLIO MARINO” ha ospitato le classi dell’Istituto Omnicomprensivo che
visiteranno la mostra.
.

I commenti sono chiusi