Cuffaro: “Sono andato a sbattere contro mafia, in Sicilia può capitare”



“Io ho commesso degli errori, anche se non tutti quelli per cui sono stato condannato” e “non ho avuto rapporti con Cosa nostra, ci sono andato a sbattere, in Sicilia puo’ capitare”. Lo afferma in un colloquio con il Corriere della Sera l’ex governatore dell’isola Toto’ Cuffaro, che dal 2011 sta scontando a Rebibbia la sua condanna, spiegando di avere “sbagliato a coltivare certe frequentazioni, a fidarmi di certe persone. Ho sbagliato, oggi sarei molto piu’ attento e guardingo”. Ma, aggiunge, “mi faccio carico delle mie responsabilita’; non solo penali, ma complessive.
Ho fatto parte di un sistema istituzionale con incarichi importanti. Lo stesso sistema che poi mi ha messo sotto accusa, trovando gli elementi per condannarmi. Posso pensare che ha sbagliato, ma non posso contestarlo. Non e’ che siccome la magistratura mi ha messo alla sbarra, ora posso sputarci sopra. Non sarei credibile, ne’ sarebbe giusto”.


Anche per questo Cuffaro e’ convinto che anche Berlusconi avrebbe dovuto comportarsi diversamente: “Doveva lasciare la carica senza aspettare che il Senato dichiarasse la decadenza, e adesso dovrebbe scontare la pena in carcere, senza chiedere l’affidamento in prova ne’ altro. Per rispetto della sentenza, e perche’ anche sentendosi perseguitato sarebbe la migliore risposta: volete mandarmi in galera? Ci vado. Ma capisco che il carcere e’ pesante”.
“Da presidente della Regione – racconta – di carcere mi sono occupato forse meno di quanto avrei dovuto. Da qui pero’ c’e’ un’altra prospettiva. E da qui dico che di certe leggi che ho votato, come senatore, un po’ mi vergogno: perche’ in nome della sicurezza abbiamo varato norme troppo restrittive, e peggiorative della situazione di tutti i detenuti, non solo quelli considerati piu’ pericolosi”.
Per Cuffaro “non si puo’ considerare il carcere solo come un luogo a perdere, dove abbandonare le persone. Non e’ giusto per loro, e nemmeno per la societa’. Il governo con l’ultimo decreto ha fatto qualcosa che puo’ essere utile, ma ci sarebbe molto altro da fare” e anche l’indulto sarebbe “auspicabile”. (ANSA).