Isole Pelagie, per i pescherecci “stranieri” scattano divieti e multe



Nuovi divieti per la pesca nelle isole Pelagie a tutela dei pescatori del posto e regole molto severe per le altre marinerie siciliane. Diverse imbarcazioni sono state costrette a fare marcia indietro; non possono più pescare a Lampedusa e Linosa i grandi pescherecci che arrivano da Mazara del Vallo, Porto Empedocle, Sciacca, Pozzallo ma anche da Catania e che riescono a pescare per quattro volte in più rispetto ai pescatori locali che hanno piccole imbarcazioni. E’ stata infatti vietata l’attività ai pescherecci di dimensioni superiori a 24 metri di lunghezza con potenza motore superiore a 500 KW. A stabilire i divieti è un’ordinanza emanata dalla Capitaneria di porto – Guardia costiera di Porto Empedocle nell’ambito del piano di gestione locale delle isole Pelagie della Regione siciliana che viene attuato per la prima volta. Ecco le altre nuove norme previste dall’ordinanza che ha recepito le recenti varianti apportate al piano di gestione locale delle isole Pelagie dal Dipartimento regionale degli interventi per la pesca su proposta del consorzio dei pescatori di Lampedusa. Divieto di pesca a strascico dal primo gennaio al 30 aprile, tra 100 metri e 200 metri al nord (da Punta Ponente a Punta Grecale) e ad est (da Punta Grecale a Punta Sottile) dell’isola per favorire la produzione del gambero rosa e della triglia da fango. Arresto temporaneo, per l’intero segmento a strascico, dal primo al 30 settembre. Fermo tecnico nei giorni di sabato, domenica e festivi. Piccola pesca e limitazioni all’uso di reti da posta: lunghezza massima delle reti 1200 metri; divieto d’utilizzo entro un miglio dalla costa a sud dell’isola tra Punta Ponente e Punta Sottile. Per garantire il rispetto dell’ordinanza l’area interessata sarà sottoposta a mirate attività di vigilanza sia dalla Guardia costiera che dagli altri organi di polizia ma potranno sorvegliare con i propri mezzi anche i pescatori del Consorzio gestione pesca artigianale di Lampedusa. Le sanzioni sono pesanti, prevedono anche il sequestro della barca e il ritiro della licenza. “Si tratta di un provvedimento – spiega il comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Lampedusa Giuseppe Cannarile – che viene adottato per la prima volta e che aumenta le restrizioni, a salvaguardia dello sforzo dei pescatori e del patrimonio ittico locale, che mirano ad evitare che motopesca di grosse dimensioni con grosso apporto di strumenti per le catture possano entrare nelle acque pelagiche e depauperare il patrimonio ittico locale”.
Calogero Giuffrida

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