Bufera giudiziaria all’Ars, 83 i deputati indagati per “spese pazze”

Sono 83 i deputati regionali – alcuni in carica, altri delle scorse legislature – indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sull’uso illecito dei fondi destinati ai gruppi parlamentari. L’accusa e’ peculato. Oltre ai parlamentari sono inquisiti 14 consulenti e dipendenti dei Gruppi. L’indagine ha scandagliato la penultima e la terzultima legislatura. La maggior parte degli illeciti contestati sarebbero riferiti alla scorsa.


Tra gli indagati – oltre al deputato del Pd responsabile del Welfare, Davide Faraone, all’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e all’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio – anche i deputati Nino Dina, Salvatore Cordaro, Gaspare Vitrano, Massimo Ferrara, Franco Mineo, Giuseppe Lupo, Bernardo Mattarella, Cateno De Luca, Riccardo Savona, Lino Leanza, Paolo Ruggirello, Salvino Pantuso, Carmelo Curenti e Alessandro Arico’. L’inchiesta e’ stata condotta dalla Guardia di Finanza e ha preso il via nel 2012. Le Fiamme Gialle nelle scorse settimane hanno depositato in procura un’informativa con i risultati degli accertamenti.


Per potere intascare i rimborsi destinati ai Gruppi parlamentari alcuni dei deputati indagati dalla Procura di Palermo per peculato si sarebbero fatti fare lo scontrino della mancia di un euro lasciata al bar. E’ uno dei particolari dell’inchiesta dei pm del capoluogo siciliano sull’uso illecito dei fondi destinati ai Gruppi parlamentari. Sono 83 i deputati e 14 i consulenti e i dipendenti Ars finiti sotto inchiesta per peculato. Con il denaro dei Gruppi sarebbero state pagate multe prese dai parlamentari, regali fatti a colleghi dell’Ars per la nascita dei figli, o per matrimoni. Dall’inchiesta e’ emerso che molti dei fondi distratti dalle casse dei Gruppi parlamentari finivano nelle tasche dei portaborse attraverso pagamenti extra e soldi fuori busta. (ANSA)