Fondi Ars, indagato anche Faraone: “Sono sereno”. M5s: “Si dimetta”

La notizia degli avvisi di garanzia a 83 tra deputati, ex parlamentari e personale dell’Ars per l’inchiesta della Procura di Palermo sulle spese dei gruppi parlamentari, si e’ abbattuta sul Parlamento siciliano nel pieno dell’esame della manovra finanziaria.
Un terremoto politico che era nell’aria: non appena e’ giunta la notizia di colpo l’aula dell’Assemblea e i corridoi del palazzo si sono svuotati. Anche il governatore Rosario Crocetta ha appreso la notizia mentre si trovava nella stanza del governo di palazzo dei Normanni, assieme ad alcuni assessori e dirigenti della Regione, con i quali era impegnato nella stesura degli ultimi emendamenti alla finanziaria. Crocetta si e’ limitato a commentare “il passato ci rincorre”, preferendo non aggiungera’ altro sul terremoto politico che coinvolge alcuni attuali parlamentari della maggioranza, anche perche’ il clima all’Assemblea era gia’ molto teso per via di una norma della finanziaria da 200 milioni di euro di spesa. “Dobbiamo chiudere la finanziaria”, aggiunge laconico il governatore.


Tra gli indagati nell’inchiesta sull’uso illecito dei fondi destinati ai Gruppi dell’Ars c’e’ anche Davide Faraone, deputato del Pd responsabile del Welfare nella segreteria formata da Matteo Renzi. Tra gli altri parlamentari finiti sotto inchiesta per peculato anche l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio.


“Il vecchio-nuovo Pd di Renzi inciampa nelle spese da…Faraone. Dopo l’inchiesta per peculato ai danni del parlamentare del Pd responsabile delle politiche di Welfare Davide Faraone, che cosa ha da dire Matteo Renzi? Perche’ non parla?”. E’ quanto chiede in una nota il capogruppo del M5S al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo.
“Benissimo la Procura: indaghi. E se c’e’ qualche ladro deve pagare. Sono certo che emergera’ chiaramente se c’e’ qualcuno che ha rubato e ha utilizzato le risorse per lucro personale. Per quel che mi riguarda, non ho ricevuto al momento alcuna comunicazione e sono comunque serenissimo. Anzi, quanto accaduto sara’ l’occasione per far conoscere a tutti i modi in cui ognuno di noi utilizza le risorse destinate a fini politici e di rappresentanza”. Lo afferma il deputato del Pd Davide Faraone, responsabile Welfare nella segreteria nazionale del partito, a proposito dell’indagine sull’utilizzo dei fondi destinati ai gruppi parlamentari all’Assemblea siciliana, che lo vede tra gli indagati.
“Apprendo di essere indagato per una cifra di 2.090 euro, se fosse cosi’ si tratterebbe della somma pro-capite rispetto a un rimborso totale di 4 mila euro, pagata dal gruppo Misto. Sono pronto a giustificarne la tracciabilita’, se poi c’e’ altro non so. Ma desidero che si faccia chiarezza presto, non e’ giusto”. Lo dice il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Palermo sulla spesa dei fondi dei gruppi parlamentari, che riguarda 84 tra deputati ed ex deputati regionali. “Mi scervello per capire dove ho sbagliato – ha aggiunto Ardizzone, visibilmente provato – Mi alzo la mattina e guardo in faccia i miei figli”. (ANSA)