Naufragio 3 ottobre Lampedusa, superstiti accusano organizzatore tratta al gip



Hanno confermato le torture, la prigionia, le minacce subite i sette eritrei scampati al naufragio avvenuto il 3 ottobre scorso davanti alle coste di Lampedusa, sentiti nel corso di un drammatico incidente probatorio che si e’ svolto oggi davanti al gip di Palermo. I testimoni – in origine erano 8 ma di uno, gia’ interrogato ad Agrigento, si sono perse le tracce – hanno riconosciuto in Mouhamud Elmi Muhidin, somalo di 34 anni, arrestato il 18 dicembre e indagato nel procedimento in corso, uno degli organizzatori della tratta di migranti in cui sono stati coinvolti.
L’uomo e’ accusato di tratta di esseri umani, associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina e violenza sessuale. “E’ lui, la sua faccia non la dimentico”, ha detto uno dei testi puntando il dito contro Muhidin.
Tra i testimoni anche una giovane donna che non ha confermato pero’ di essere stata stuprata: per gli inquirenti la donna avrebbe taciuto per pudore. I superstiti – nel naufragio morirono 366 persone – hanno raccontato di essere stati sequestrati nel deserto da uomini armati e di essere stati portati a Seebha, al confine tra Ciad e Libia, e tenuti prigionieri in una casa fino a quando si sono fatti mandare dai familiari 3000 dollari da pagare alla banda di sequestratori.


Durante la prigionia sono stati torturati: un testimone ha raccontato di essere stato appeso a testa in giu’ e picchiato sulla pinta dei piedi, altri di essere stati frustati con fili elettrici dopo essere stati bagnati d’acqua. Tutti hanno riferito che le donne venivano portate fuori dalla casa e violentate. Dopo avere pagato il riscatto i prigionieri sarebbero stati portati a Tripoli su dei camion e li’ sarebbero stati chiusi in un’altra abitazione: solo in cambio di altri 1600 dollari sarebbero stati fatti salire su motoscafi con i quali avrebbero raggiunto, poi, il barcone naufragato.
Le testimonianze hanno confermato in pieno le accuse dei pm Geri Ferrara e Maurizio Scalia che proseguiranno giovedi’ con gli interrogatori di 8 siriani sopravvissuti a un altro naufragio, avvenuto l’11 ottobre a largo di Malta. Sotto processo in questo caso e’ un palestinese – i due procedimenti inizialmente uniti sono stati separati – Attour Abdalmemen, 37 anni, accusato di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Avrebbe guidato il barcone naufragato. Per entrambi gli indagati la Procura ha chiesto il rito immediato. Gli eritrei sentiti oggi verranno trasferiti in diversi Centri per rifugiati e richiedenti asilo in Italia. (ANSA)

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