Sicilia, approvata nella notte la Finanziaria sotto la bufera dell’inchiesta giudiziaria



Sotto il soffio della bufera giudiziaria piombata su 97 deputati ed ex parlamentari indagati dalla Procura di Palermo per i rimborsi spese, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato a notte fonda la legge di stabilita’ e il bilancio. Il voto e’ arrivato dopo le 3, al termine di un’ennesima seduta fiume, che si era aperta alle 13 ed e’ durata quasi 14 ore. La Regione dunque supera la paralisi contabile che si era determinata per la mancata approvazione dei documenti finanziaria entro il 31 dicembre senza che fosse adottato l’esercizio provvisorio. La manovra e’ passata con l’appoggio della maggioranza mentre hanno votato contro le opposizioni. Movimento 5 stelle e Ncd con parole analoghe parlano di occasione perduta per la Sicilia e lamentano l’assenza di misure per lo sviluppo, mentre Forza Italia rivendica di aver imposto al governo alcuni miglioramenti del testo della finanziaria.
“Soddisfazione e delusione: questi sono i sentimenti che proviamo di fronte a questa finanziaria”, dice Marco Falcone di Forza Italia, che spiega: “Soddisfazione per aver fatto accogliere dal governo le nostre proposte per mettere in sicurezza e rafforzare i conti della Regione, delusione per una legge che, aldila’ della facciata, non sostiene ne’ le categorie deboli, ne’ quelle produttive”.


Il deputato, relatore di minoranza delle leggi di bilancio e finanziaria, ricorda: “Avevamo chiesto maggiori misure di vero sostegno alle categorie produttive che mai come oggi versano in condizioni di default, misure che fronteggiassero l’emergenza sociale siciliana, ma il governo ha inteso affrontare l’attuale, gravissima crisi con norme spot e, comunque, istituendo dei fondi piu’ di facciata che di concreta e reale dotazione finanziaria”. Falcone lamenta poi che “non e’ mancato, infine, il solito assalto alla diligenza, cercando di far diventare gli articoli 18 e 46 le nuove due norme di spesa, su cui caricare aspettative e richieste di numerosissimi deputati di maggioranza, anche in questo caso grazie al nostro intervento si e’ evitato il peggio”. Il capogruppo Nicd Nino D’Asero sottolinea: “Con il senso di responsabilita’ di cui l’Isola e la sua situazione di crisi necessitano, ci siamo mossi nelle commissioni e in Aula, in questi mesi, fino alla chiusura della sessione di bilancio. Non abbiamo ostacolato l’iter per l’approvazione dei documenti contabili, pur esprimendo voto finale contrario”. Per l’alfaniano, infatti, “a fronte di una serie di articoli apprezzabili nel loro concetto, si evinceva da subito l’impossibilita’ della loro messa reale in arte a causa dell’esiguita’ delle risorse. Dunque, interventi spot e a macchia di leopardo. Nulla per il microcredito e per le piccole e medie imprese, quindi mancanza di un piano di sviluppo. La cessione di partecipazioni azionarie, per esempio -secondo D’Asero- e null’altro che un prelievo mascherato, Il fondo previsto per il reddito minimo e’ insufficiente e alla fine creera’ amare aspettative. Il Bilancio e’ ingessato con spese gia’ predestinate e la mancanza di un serio piano di rilancio, volto a reperire risorse reali, non puo’ che preoccuparci”. Duri anche i deputati M5S, che accusano il governo di non aver pensato ai siciliani. (AGI)
Nella foto il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone