Pd Sicilia, Fausto Raciti candidato alla segreteria regionale



“La mia e’ una candidatura che fa eccezione sul piano nazionale perche’, partendo dalla necessita’ di ritrovare il protagonismo e il ruolo del Pd in Sicilia, supera le divisioni nazionali partendo da un disegno di rinovamento geneazionale del Pd. Questa e’ una novita’ importante che, per una volta, distingue la Sicilia in positivo”. Lo ha detto Fausto Raciti, presentando la sua candidatura alla segreteria regionale del Pd in Sicilia. Raciti e’ un cuperliano di ferro ed e’ stato candidato anche da una parte dei renziani in Sicilia.

In caso di vittoria di Raciti alla segreteria del Pd in Sicilia, il vice sara’ Mila Spicola, renziana di ferro, la componente della direzione nazionale del Pd. A presentarla e’ stato lo stesso Raciti in conferenza stampa. “La nostra preoccupazione non e’ la distinzione tra renziani e cuperliani – dice Raciti – ma dobbiamo uscire da questa logica. Noi dobbiamo salvare la Sicilia”.

Crisafulli e Faraone convergono sulla mia candidatura? A differenza di una tadizione in cui il Pd si e’ indebolito per le sue divisioni, oggi ci sono le condizioni per una ritrovata unita’ per anime che sono distinte e distanti. E questa condizione nasce in Sicilia. Un fatto importante e degno di rilievo. Sarei stato piu’ preoccupato se questo fosse stato un partito in cui le anime si scontrano e non si parlano”.

Così Fausto Raciti, giovane candidato alla segreteria del Pd in Sicilia risponde ai giornalisti che gli chiedono come pensa di mettere insieme le diverse anime del partito, dai cuperliani ai renziani. Da Vladimiro Crisafulli a Davide Faraone, che non si sono mai amati. Il regista Pif dal palco della Leopolda aveva chiesto persino di “cacciare via a calci nel sedere Crisafulli”.

“Ho costruito la mia esperienza politica nei Giovani democratici che ho guidato fino a ora, ho sempre guardato con interesse a quello che succedeva in Sicilia. Ma sono sempre stato estranee a dinamiche interne alla Sicilia e ai conflitti che scattano dove c’e’ dialettica – dice ancora Raciti – Qui il problema non e’ Cracolici, Crisafulli o Farone, c’e’ un fatto politco che aree politiche diverse si sono ritrovate trovando le condzioni per un’unita’ politica”.

Poi una stoccata al segretario uscente del Pd, Giuseppe Lupo che si e’ pure candidato: “Io credo che sarebbe stato giusto che fosse lui a guidare un processo di ricomposizione, piuttosto che essere la personalita’ che si e’ opposta a questo processo, e questo mi colpisce un po’. Adesso hanno costruito l’intelaiatura. Quiesto significa che dovremo dare al Pd una squadra in grado di superare le vicende del passato”. Cercheremo di articolare un gruppo drigente nuovo e articolato. (Adnkronos)

Nella foto Fausto Raciti con la renziana agrigentina Roberta Zicari.