Cattolica, maltrattamenti in famiglia: operaio ai domiciliari

E’ uscito dal carcere Petrusa di Agrigento ma rimarrà agli arresti domiciliari l’operaio cattolicese finito in manette due settimane fa con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Il tribunale del riesame di Palermo, accogliendo l’istanza dell’avvocato Valeria Martorana (nella foto) che difende l’uomo, ha così parzialmente riformato l’ordinanza cautelare – emessa dal gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano su richiesta del pm Brunella Sardoni – nei confronti G. S., 45 anni, di Cattolica Eraclea, finito nei guai per qualche momento di nervosismo che causò qualche problema in famiglia e che un mese fa richiese l’intervento dei carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Liborio Riggi.
I giudici del riesame, non ravvisando il pericolo di fuga, hanno deciso che l’indagato può tranquillamente attendere lo svolgimento del procedimento giudiziario ai domiciliari, ma a casa dei suoi genitori e non della moglie.
La misura cautelare nei confronti dell’uomo è stata emessa in applicazione della nuova legge antifemminicidio approvata lo scorso ottobre dal Parlamento, che persegue con più rigore gli autori, o presunti tali, di violenze e maltrattamenti contro le donne e arricchisce il codice penale di nuove aggravanti ampliando quindi le misure a tutela delle vittime di stalking, maltrattamenti e violenza domestica.

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